giovedì 30 dicembre 2010

Brindisi amari

Marco Cedolin
S'incrociano i calici, s'increspano le labbra a pronunciare frasi beneauguranti, si brinda al nuovo anno che arriva, ma la sensazione preponderante è quella che mentre il disastroso 2010 finisce, la tragedia continui, infischiandosene degli auguri e delle speranze.
Non occorre essere particolarmente pessimisti per comprendere come l'anno appena trascorso, condensato in una serie di brutture senza soluzione di continuità, oltre a rendere amaro il vino, abbia costruito i presupposti perchè il 2011 ne ricalchi fedelmente le orme, rendendoci uomini sempre più soli, deprivati di aspirazioni e gioia di vivere, trascinati dentro ad un gioco d'azzardo dove vince solo il banco, mentre con gli sguardi inebetiti continuiamo a restare seduti a giocare e poi a giocare ancora, nonostante l'unica prospettiva sia quella di perdere tutto, in ultimo anche la nostra dignità.
L'anno che si dissolve nei calici resi amarognoli dal vino stantio non verrà ricordato in funzione di eventi eclatanti che abbiano cambiato il corso della storia e probabilmente scivolerà nelle sabbie del tempo senza sussulti, con la sua summa di miserie umane sulle cui fondamenta d'argilla già si stanno costruendo altre miserie umane, destinate ad un futuro che lascia in bocca il sapore acre del metallo.
La svendita dei lavoratori, ricattati, vessati, intimiditi e indotti a praticare l'autolesionismo,.....

mercoledì 15 dicembre 2010

I colonizzatori dell’immaginario collettivo

Rinascita ha incontrato Marco Cedolin, scrittore e studioso di economia, ambiente e comunicazione, che ha parlato di globalizzazione e anestetizzazione delle coscienze.
Fabio Polese
La circolazione delle notizie, sui grandi media, è subordinata alla volontà dei “sistemi” che gestiscono i media stessi. Viviamo nella società del controllo e sembra che esista un governo sovranazionale ed invisibile che decida cosa è giusto farci sapere e cosa no. In questo scenario apocalittico, abbiamo incontrato Marco Cedolin, scrittore e studioso di economia, ambiente e comunicazione, per porgli qualche domanda. “Non credo esistano dubbi sull’esistenza di un governo sovranazionale che attraverso la colonizzazione dell’immaginario collettivo, plasma la conoscenza, la sensibilità, i gusti, le reazioni emotive e più in generale i pensieri delle persone – sottolinea Marco Cedolin - con lo scopo di creare una massa di perfetti consumatori globali perfettamente omogeneizzati, privi di senso critico e programmati per reagire a qualsiasi stimolo indotto nella maniera prevista”. Alla domanda se esistono degli operatori di guerra psicologica lo scrittore e studioso precisa: “non si tratta tanto di una guerra psicologica, dal momento che il concetto di guerra presuppone la presenza di almeno due soggetti belligeranti, mentre in questo caso il soggetto impegnato nell’operazione si manifesta uno solo. Parlerei piuttosto di un processo di orientamento e globalizzazione del pensiero, attraverso l’anestetizzazione delle coscienze e l’annientamento sistematico di qualsiasi prerogativa culturale che possa mettere a rischio la buona riuscita del progetto”.....

giovedì 25 novembre 2010

I media e la costruzione della realtà

Marco Cedolin

L’importanza dell’informazione nella nostra società contemporanea è enorme, così come spaventoso si rivela il potere concentrato nelle mani dei grandi media che gestiscono la costruzione della realtà.
Quasi tutto ciò che conosciamo e travalica le mura della nostra casa, della fabbrica o dell’ufficio in cui lavoriamo e della ristretta cerchia dei nostri amici e delle nostre conoscenze non esiste nella sua vera natura, bensì in quella in cui i media hanno ritenuto di rappresentarlo.
Una protesta, un corteo, una manifestazione, a meno che ci abbiano coinvolto personalmente, faranno parte della nostra consapevolezza solamente se l’informazione ha deciso di darcene notizia, altrimenti per noi sarà come se non fossero mai esistiti.
Un progetto come quello dell’Alta Velocità ferroviaria sarà da noi giudicato indispensabile, inutile, dannoso o strategico, in funzione dei vari giudizi che gli esperti e gli uomini politici avranno espresso attraverso i media che sono perciò in grado di filtrarli al fine di ottenere l’effetto voluto.
Se non viviamo in Valle di Susa saranno i media a svelarci l’identità e le motivazioni dei contestatori e in funzione della realtà che i media ci rappresenteranno noi li considereremo. Anarco - insurrezionalisti, provocatori, teppisti alla ricerca di ogni occasione che permetta loro di sfogare la propria violenza, oppure onesti cittadini e brave persone che pacificamente difendono la propria terra....

mercoledì 10 novembre 2010

La voragine del TAV non è solo finanziaria

Marco Cedolin
Abbiamo più volte sostenuto su queste pagine come il progetto dell'alta velocità italiana costituisca una voragine finanziaria nell'ordine degli 80 miliardi di euro, a carico del contribuente italiano, dei suoi figli e dei suoi nipoti, che saranno costretti a ripagarne i costi sprositati nel corso dei prossimi decenni. Così come abbiamo stigmatizzato a più riprese la mistificazione mediatica messa in atto da Mauro Moretti e dalla politica, con la complicità dell'informazione, nel "vendere" il TAV italiano sotto le mentite spoglie di una grande opera ormai completata, mentre, dopo la devastazione messa in atto nel Mugello, nei nodi cittadini continuano i lavori ed il "folle" progetto del sottoattraversamento dela città di Firenze non è ancora neppure iniziato.
Proprio la scorsa notte, all'interno del nodo di Bologna, dove i cantieri del TAV, gestiti dalla ditta Astaldi, stanno da anni massacrando le abitazioni dei cittadini residenti nell'adiacente via Carracci, ormai ridotte a case semi pericolanti, spesso puntellate e con estese crepe nei muri, alla voragine finanziaria si è aggiunta anche quella strutturale, sotto forma di un'enorme buca di quindici metri di diametro e tre di profondità apertasi all'improvviso all'altezza del numero civico 69.....

martedì 9 novembre 2010

Il Parlamento della paura

Marco Cedolin
I miasmi della melma mefitica in cui sta sprofondando ogni giorno di più la politica italiana emanano un lezzo insopportabile, una puzza che odora d'ideologie in avanzato stato di decomposizione, di partiti putrescenti che dopo lente agonie muoiono, per rinascere già morti, di leader o presunti tali impegnati in quelle stesse operazioni di riciclo che si guardano bene dall'applicare alla gestione dei rifiuti.
Futuro, sinistra, libertà, democrazia, valori, sono parole vuote, appiccicate alla rinfusa per ricoprire il fango delle consorterie più svariate, conscie della necessità di dover nascondere, almeno in superficie la loro reale natura. Gruppo per una migliore gestione del protettorato USA, amici alle dipendenze della BCE, progressisti per lo sviluppo delle multinazionali, futuro sulla poltrona senza doversi alzare mai e altre definizioni sui generis non garantirebbero certo grande appeal presso l'elettorato. E allora ecco una mano di vernice fresca, qualunquista, populista, perbenista, ottimista, ed il gioco è fatto. Anche un cassonetto dei rifiuti può arrivare a somigliare ad una Morgan d'epoca, ma il puzzo, quello, continua a sentirsi lo stesso.
Se non fosse per il fatto che tutti noi paghiamo e pagheremo sulla nostra pelle le conseguenze dell'azione/inazione di questa banda di cialtroni "ubriachi", intrisi di democratica libertà e costretti a destreggiarsi fra un coca party e una "ripassatina" alla esort o al transessuale di turno, si potrebbe anche cogliere il lato comico costituito da tante "scimmiette parlamentari" che si agitano in preda alla paura di non riuscire a conservare all'infinito il proprio status quo....

mercoledì 27 ottobre 2010

Se ti sta bene è così, se no sono botte

Marco Cedolin
Minacciare sembra ormai diventato lo sport più in voga nel villaggio globale, multiculturale e monomaniacale, dove le banche e le grandi corporation impartiscono ordini e tutti gli altri, ad iniziare dai mestieranti della politica, del sindacalismo e dell'informazione eseguono pedissequamente, senza proferire fiato.
Minaccia Marchionne, seduto sullo scranno della FIAT, azienda privata da sempre finanziata con il denaro dei contribuenti italiani. E lo fa nel modo peggiore, letteralmente sputando nel piatto in cui ha mangiato per circa un secolo, senza neppure premurarsi di pulirsi la bocca per educazione. Minaccia lavoratori, politica e mondo sindacale (ma con tutta probabilità solo i lavoratori sono interlocutori reali) di collocare all'estero anche i pochi insediamenti industriali ancora presenti in Italia, se non le verrà permesso di riscrivere a proprio piacimento le residue coordinate che ancora regolano il mondo del lavoro.
E lo fa con l'arroganza di chi si sente forte ed è consapevole di rapportarsi con un nutrito stuolo di servi pavidi ed una massa di lavoratori confusi in preda alla paura.

Minaccia il ministro degli Interni Maroni, totalmente incapace di spiegare ai cittadini dei comuni vesuviani perchè lo Stato costruisca e gestisca discariche illegali all'interno di un Parco Nazionale, perché il fetore e le patologie tumorali dovranno essere loro compagni di viaggio nella vita e perchè il malaffare criminale, qualora cerificato dallo stato diventa come per incanto cosa buona e giusta.....

giovedì 21 ottobre 2010

Questa politica che delega al manganello

Marco Cedolin
La distanza siderale che separa il "mondo dorato" in cui alligna la classe politica ed il paese reale dove i cittadini si dibattono fra paure, incertezze e problemi (spesso più grandi di loro) di svariata natura, sta facendosi ogni giorno che passa più siderale.
La politica del nostro tempo vive esclusivamente di autoreferenzialità e ha ormai perso irrimediabilmente la capacità di rapportarsi con quella gente che a scadenze fisse è chiamata a delegare, gettando una scheda nell'urna, il proprio rappresentante. Un personaggio di "plastica" il politico, telegenico e dai modi accattivanti che si rapporterà con lei solo attraverso lo schermo TV, dove parlando a nome di tutti coloro che lo hanno votato (e perciò dello stato e della legalità) annuncerà immancabilmente decisioni deputate ad accrescere i problemi, le paure e le incertezze di cui sopra.
Quando la misura è colma, e negli ultimi mesi sta accadendo sempre più spesso, i cittadini scendono in strada, domandando un confronto e pretendendo delle risposte. Ma la classe politica non ha risposte e non possiede neppure l'umiltà necessaria per scendere dal suo mondo dorato ed entrare nel merito dei problemi delle "persone normali", problemi il più delle volte da lei stessa generati.
Ecco allora che l'unica risposta plausibile per chi vive fra auto blu, festini alla coca nei salotti che contano, rotocalchi televisivi, tangenti ormai legalizzate sotto forma di consulenze e panegirici autoreferenziali, consiste nel lasciare spazio allo strumento che più di ogni altro risulta in grado di essere convincente, senza oltretutto permettere alcuna replica.

mercoledì 20 ottobre 2010

Camerieri in Lussemburgo, il piatto freddo è servito

Marco Cedolin
Lo scorso lunedì i ministri delle finanze europei, vestita la livrea da camerieri della BCE e dei grandi poteri finanziari, si sono recati in Lussemburgo per prendere ordini in merito alla loro condotta futura in tema di macelleria sociale e annientamento generalizzato delle prospettive occupazionali e potenzialità salariali dei cittadini che vivono sotto la loro giurisdizione.
Sostanzialmente nessuna novità eclatante, tanto meno per quanto concerne un paese come L'Italia che ha ormai consegnato alla UE qualsiasi tipo di sovranità, fino al punto da demandare alla stessa l'autorità di redigere le future manovre finanziarie, anzichè limitarsi a dettarle come accaduto con l'ultima in approvazione in questo periodo.
Il piatto freddo, servito sulle tavole di tutti i paesi europei sia pur con tempistiche e contorni diversi, non si discosta da quello già sperimentato in Grecia.
Tagli sempre più sostanziosi della spesa sociale, privatizzazione di ogni residua risorsa pubblica (raschiare il barile finchè esiste un fondo) eutanasia del potere contrattuale dei lavoratori, innalzamento dell'età pensionabile, costante livellamento al ribasso dei salari e dei redditi, denaro pubblico "regalato" alle banche tramite cervellotici escamotage, totale appiattimento di ogni interesse nazionale, immolato sull'altare dei grandi interessi internazionali incarnati dal FMI e dalla BCE.....

martedì 19 ottobre 2010

Quanta disinformazione riguardo a Terzigno

Marco Cedolin
Sarà forse perchè il gesto di bruciare le tessere elettorali li ha resi soggetti scarsamente interessanti per i mestieranti della politica o piuttosto perchè la popolazione che protesta in maniera attiva è in Italia un fatto eccezionale, di quelli da nascondere lestamente per evitare qualsiasi rischio di emulazione. O più semplicemente si tratta unicamente dell'esecuzione di ordini che arrivano dall'alto ed è bene seguire se sivuole preservare la propria carriera giornalistica.
Quale ne sia la causa resta il fatto che in queste settimane ai cittadini di Terzigno che coraggiosamente si battono contro la costruzione di una seconda discarica di rifiuti indifferenziati, accanto alle loro case e all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio, la stampa e la TV non hanno reso giustizia.
E' un peccato, perchè la vicenda è in fondo di quelle semplici semplici.
Il malaffare politico/mafioso legato allo smaltimento rifiuti, (vera e propria gallina dalle uova d'oro) in Campania da sempre prospero grazie alle emergenze rifiuti ed ai commissari straordinari, sceglie il Parco Nazionale del Vesuvio come sede di una seconda discarica, oltre a quella già esistente, in ossequio alla logica secondo cui è sempre meglio localizzare una devastazione laddove già da tempo si devasta....

lunedì 18 ottobre 2010

Hanno perso ma non sanno come dirlo

Marco Cedolin
In Val di Susa durante l'ultima settimana, che ha fatto seguito alla grande manifestazione del 9 ottobre con corteo da Vaie a S. Ambrogio, si respira per molti versi un'aria di vittoria.
Il velo mediatico omertoso calato a nascondere all'opinione pubblica il corteo dello scorso sabato. La rabbiosa reazione della poitica sbavante di rabbia ad iniziare dai mestieranti del PD. La campagna di stampa denigratoria messa in scena dai giornali nel tentativo di screditare i contestatori valsusini. I fantasiosi "aggiustamenti" del progetto promessi da un Virano con lo sguardo sempre più allucinato. I filmati stile cartoon, infarciti di dati falsi e costruiti con lo scopo d'illudere i cittadini raccontando loro che bucare le montagne, lasciare i paesi senza acqua, estrarre tonnellate di smarino contenente amianto, mettere a repentaglio centinaia di abitazioni, creare voragini nel debito pubblico, il tutto senza che esista una sola ragione per farlo, costituirebbe una pratica virtuosa ed ecologica, nonchè economicamente conveniente.
Le pesanti minacce legali nei confronti degli esponenti più in vista del movimento. I maldestri tentativi di forzare la mano al governo, per ottenere finanziamenti (che non esistono) e bruciare le tappe dell'iter politico e burocratico del progetto.
Tutta, ma proprio tutta questa serie di azioni schizofreniche al limite dell'autolesionismo, molto somigliano al gesto disperato di una belva ferita che colpisce alla cieca, ben comprendendo di ritrovarsi ormai in un angolo dal quale non uscirà mai più.....

mercoledì 13 ottobre 2010

La strana serata di Marassi

Marco Cedolin

Strano ritengo sia l'unico aggettivo adatto a rappresentare il "teatrino" andato in scena martedì sera alllo stadio di Genova, in occasione della partita di calcio Italia – Serbia, valevole per le qualificazioni alla fase finale del prossimo campionato europeo.
Una commedia non molto edificante, raccontata da giornali e TV con toni da tragedia ed un tale profluvio di aggettivi roboanti da far venire l'orticaria a chiunque non condivida l'informazione urlata e visionaria oggi tanto in voga.
La rassegna stampa delle prime pagine dei giornali di stamane è di quelle da mettere i brividi:
"Le Bestie" titola la Gazzetta dello Sport, "Guerriglia serba l'Italia non gioca", titola La Stampa, "Inferno a Genova, ci siamo arresi a lui" (lui sarebbe l'ultrà tatuato nella foto) titola il Corriere dello Sport, "Vergogna di Serbia, la bambina fra le belve", titola Tuttosport. E ad esse fanno eco decine e decine di articoli con titoli e sottotitoli che parlano di notte di follia, città messa a ferro e fuoco, violenze inaudite, per arrivare alle parole di Maroni che trovatosi nell'occhio del ciclone in qualità di ministro dell'Interno è arrivato a dichiarare "abbiamo evitato una strage".....

domenica 10 ottobre 2010

Terzigno: un esempio da seguire

Marco Cedolin
Terzigno è un comune di 16.000 abitanti, situato alle pendici del Vesuvio. Un comune che da alcune settimane sta facendo i conti con la militarizzazione costante del proprio territorio, messa in atto da centinaia di agenti in tenuta anti sommossa. Quasi ogni notte i cittadini, trattati come facinorosi e delinquenti, vengono a contatto con le forze dell'ordine, nel tentativo d'impedire l'ingresso dei camion carichi di spazzatura maleodorante, ricevendo in cambio una "congrua" razione di manganellate.
I cittadini di Terzigno hanno ormai preso l'abitudine di scendere in strada, preferendo dedicarsi all'impegno civile anzichè restare in panciolle davanti alla TV, perchè vogliono opporsi con tutte le proprie forze all'apertura di una seconda discarica all'interno del territorio in cui vivono che è parte integrante del Parco Nazionale del Vesuvio.
Se l'idea balzana consistente nel costruire una discarica all'interno di un Parco Nazionale non fosse già di per sè stessa azione dissennata in grado di giustificare la reazione di qualsiasi cittadino in grado d'intendere e volere, qualora non ancora lobotomizzato da schermi barbaglianti di fesserie e fesserie barbaglianti di progresso, si potrebbe anche aggiungere che a causa delle discariche in paese si respira ormai un lezzo marcescente, la frutta cresce con mutazioni degne di un film dell'orrore e nei vigneti neppure gli uccelli si azzardano ad "assaggiare" l'uva.

La scorsa notte centinaia di cittadini di Terzigno, fra un blocco stradale e una scarica di manganellate, hanno organizzato una protesta tanto pacifica quanto incisiva, consistente nel bruciare all'interno dei bidoni usati per riscaldarsi le proprie tessere elettorali.....

mercoledì 6 ottobre 2010

Vivono di violenza reale ma stigmatizzano la violenza virtuale

Marco Cedolin

L'inetta e parassitaria classe dirigente del nostro paese ci ha ormai abituato ad ogni sorta di cortocircuito logico, ragione per cui non dovremmo più stupirci di nulla, catalogando il quotidiano parlarsi addosso messo in mostra da mestieranti della politica, prenditori e sindacalisti vari, nel novero delle esternazioni senza senso buone solo per creare il materiale di risulta col quale vengono sistematicamente riempiti i vari telebugia e giornalacci nostrani.
Non ci stupiscono pertanto le dotte dissertazioni esperite in queste giorni dai personaggi pubblici in tema di violenza, tese a vaticinare il pericolo di un ritorno (un ritorno?) della violenza nel paese, a seguito di fatti "assai inquietanti" che avvelenerebbero e minerebbero il clima sociale. Non ci stupiscono, ma c'inducono a pensare che questi signori siano ormai fermamente convinti di rapportarsi con una massa di telericoncoglioniti totalmente priva di qualsiasi capacità di discernimento fra il mondo reale e il mondo virtuale, una massa omogenea ed amorfa, totalmente priva di qualsiasi spirito critico ed anelito di dignità.
Un uomo come Bonanni, sindacalista al servizio di Confindustria e notorio "coniglio" che qualche anno fa in Val di Susa rifiutò il confronto civile con un paio di centinaia di manifestanti NO TAV, lasciando che fosse il deputato del PDL Roberto Rosso a dialogare civilmente con i cittadini, senza che questi naturalmente gli torcessero un capello, è assurto al ruolo di martire di un' inenarrabile escalation di violenza, dopo avere ricevuto qualche fischio e un fumogeno (non pietre e tubi innocenti) durante l'ospitata alla torinese festa del PD....

lunedì 4 ottobre 2010

IN VAL DI SUSA TORNA L'INCUBO TAV E IL NO SI FA ASSORDANTE

Marco Cedolin

Sembrano ormai giunti al termine gli ultimi cinque anni anni di melina politica, condotti all'ombra dell'Osservatorio presieduto da Mario Virano, con lo scopo di smorzare le resistenze delle amministrazioni locali, spostandone le posizioni dalla belligeranza attiva al collaborazionismo semi incosciente.
Anni durante i quali l'incubo del TAV è sopravvissuto in atmosfere chiaroscurali dietro le porte chiuse, dispensando equilibrismi onirici sotto forma di suggestioni, prebende ed accordi sottobanco travestiti da mediazioni e ingenui tentennamenti elevati al rango di condivisione dell'opera.
Un periodo interlocutorio iniziato nel dicembre 2005 dopo lo sgombero del cantiere di Venaus da parte della popolazione e giunto in dirittura d'arrivo lo scorso mese di gennaio, quando Mario Virano ha inaugurato la stagione dei sondaggi farsa, volta a saggiare l'entità del presunto ridimensionamento della contestazione NO TAV, per poi abbandonarli lestamente non appena preso coscienza del fatto che la defezione di molti amministratori non aveva scalfito minimamente l'entusiasmo e la tenacia delle decine di migliaia di cittadini che continuano ad opporsi all'opera, anche mettendo a rischio la propria incolumità personale.

Lo scorso mese di agosto, probabilmente confidando nelle proprietà taumaturgiche del “periodo balneare” il gruppo di potere economico e politico che da vent'anni si propone la devastazione della Valle di Susa in funzione di una linea per treni ad alta velocità che non hanno né avranno merci o passeggeri da trasportare, ha definitivamente calato la maschera, presentando ufficialmente il nuovo progetto preliminare dell'opera. Un progetto messo a punto “segretamente” durante questi cinque anni nel buio delle stanze del potere, dove è opinione diffusa che sia cosa buona e giusta decidere del futuro dei territori e dei cittadini che li abitano, passando direttamente sopra la loro testa, senza neppure prendersi il disturbo d'interpellarli....

mercoledì 1 settembre 2010

Grazie Roberto!

Si è spento questa mattina all'età di 58 anni il dott. Roberto Topino, ucciso da quella tragica malattia chiamata cancro che per tutta la vita aveva combattuto attraverso un instancabile lavoro di denuncia di tutte le nocività responsabili dell'insorgenza di simili patologie, che la società del progresso continua a disseminare senza posa nel terreno, nell'aria e nell'acqua, ammorbando la biosfera e mettendo a repentaglio la salute di noi tutti.


Ci ha lasciato innanzitutto un caro amico, ma anche un grande uomo ed uno spirito libero che ha sempre avuto il coraggio di denunciare i dispensatori di morte, senza cedere alle pressioni politiche e del mondo scientifico aggiogato al carro del potere.

Di lui ci restano gli articoli, le ricerche e tutto il suo lavoro d'informazione sui temi dell'amianto, dell'incenerimento dei rifiuti, degli scarichi tossici, della radioattività. Un lavoro d'informazione che a dispetto dell'ostracismo praticato dai media mainstream, ha contribuito e contribuirà a salvare decine di vite da quello stesso incubo che ce lo ha portato via....

venerdì 6 agosto 2010

Impiegati, quasi disoccupati

Marco Cedolin

La classe politica in versione estiva, tarantolata dalla canicola e dalla necessità di giustificare in qualche maniera la propria esistenza, non può concedersi all'inanità sotto all'ombrellone, senza fare parlare di sè, magari rischiando d'imborghesirsi fra un festino alla coca, una gita in barca e una puntata a Montecarlo.
Il rischio sarebbe quello di palesare impietosamente la propria inutilità, simile a quella di un vecchio scarpone bucato buono solo per il cassonetto.
 Così, stoicamente ed ostentando grande spirito di sacrificio, incuranti del solleone, i mestieranti della politica si stanno prodigando nel mettere in scena quasi giornalmente tragedie, scontri cruenti, duelli all'ultimo sangue e colpi di scena degni dei thriller più efferati.
L'ex di un pò di tutto Gianfranco Fini pugnala alla schiena il proprio mecenate, mentre Berlusconi, morituro gli urla “tu quoque Gianfranco fili mi”. Il PDL trasformatosi per l'occasione in una Duma di ferro procede ad espellere l'attentatore in una maniera che ricorda da vicino l'epurazione del “povero” Turigliatto da Rifondazione Comunista, durante la prima crisi del governo Prodi....

martedì 3 agosto 2010

La TV mi guarda in cagnesco

Marco Cedolin
Ebbene, devo confessarlo, seppur sottovoce e tenendomi alla larga da orecchie indiscrete, da ormai un anno ho spento la TV . O meglio la “rivoluzionaria” tecnologia del digitale terrestre ha eliminato dal palinsesto televisivo la mia casetta arroccata sui monti, ma io non ho mosso un dito per porre rimedio al problema. Sarebbe stato sufficiente acquistare una parabola in sconto convenienza negli scaffali brulicanti di tecnologia dentro a un qualche centro commerciale, per riappropriarmi del caleidoscopio di colori con annessa cacofonia di sottofondo, ma non me la sono sentita. L'ho abbandonata senza vita là, sul vecchio mobile di mia nonna, dove allignava ormai da molti anni, senza neppure tentare di rianimarla e giorno dopo giorno sto imparando ad ignorarla. Nelle prime settimane non è stato facile, lo schermo nero occhieggiava accattivante facendo leva sulla forza dell'abitudine, invitandomi a prendere in mano il telecomando, per immergermi nella melassa infopubblicitaria di un "telebugia", nella tenzone simulata di un dibattito politico, nella superficialità di un falso approfondimento giornalistico, nello stupidario della pubblicità a pioggia, annegata all'interno di un serial poliziesco, nella babele multiforme del calcio "parlato", mero succedaneo di quello giocato trasmesso a pagamento, nei gingle ipnotici degli spot dei telefonini, nelle voci rassicuranti degli esperti che dissertano con dotte disquisizioni nel merito delle ultime tendenze stagionali, sciorinando cifre, dati e granitiche certezze estrapolate direttamente dalla bibbia del progresso....

mercoledì 21 luglio 2010

EBOOK - Grandi Opere

Le Infrastrutture dell'Assurdo.


Dalla lettura di Grandi Opere di Marco Cedolin si possono imparare molte cose, ma soprattutto ci sono molti elementi di riflessione.
Per la prima volta, un testo mette insieme tutto lo “scibile” sull’attuale situazione delle cosiddette GRANDI OPERE, sia nazionali che in giro per il mondo. Tutte meticolosamente in ordine con una grande completezza di informazioni.
Potete trovare tutti gli intrecci delle società interessate alla loro realizzazione, la ramificazione dei loro collegamenti con il sistema politico e con i mass media, la trama di una legislazione fatta ad hoc, le connivenze tra interessi finanziari privati e spesa pubblica, le corrispondenze a livello internazionale nel contesto della globalizzazione. È un vero e proprio mondo parallelo, quello che ci viene descritto in questo testo, nascosto dietro le quinte come le mani dei burattinai che tirano i fili e fanno sgambettare e agitare i burattini sulla scena....

domenica 18 luglio 2010

Date un ombrellone anche a me

Marco Cedolin
E'arrivato veramente il momento di staccare la spina, anche perchè in caso contrario un colpo di calore potrebbe farlo perentoriamente al posto mio.
Sono stati 7 mesi difficili, questi d'inizio anno, permeati di foschi presagi, infarciti di tragedie, senza un attimo di requiem, tanto che quando decidevi di metterti a mangiare pane e ottimismo, improvvisamente dal desco spariva il pane e ti ritrovavi con il solo ottimismo, poco commestibile, ipocalorico e probabilmente pure transgenico.
Ho “goduto” della crisi economica, trasformatasi miracolosamente in una ripresa , costituita da imprese che chiudono, famiglie messe in mezzo ad una strada, ricatti occupazionali  ed altri regali assortiti volti a praticare l’eutanasia di qualsiasi residua prospettiva occupazionale.
Ho tremato per la pandemia dell’influenza suina che fortunatamente ha risparmiato la vita di decine di milioni di persone, ma purtroppo ha fagocitato centinaia di milioni di euro, sotto forma d'inutili vaccini  commissionati alle multinazionali farmaceutiche.
Ho passato molte notti di Gennaio e Febbraio a presidiare delle trivelle  con 10 gradi sottozero, senza riuscire a decidere se facessero più male le manganellate distribuite a pioggia o le estremità dei piedi ridotte a cubetti di ghiaccio opalescenti.
Sono inorridito di fronte al massacro  perpetrato dall’esercito israeliano nei confronti dei pacifisti della Freedom Flotilla, senza che l’orrore sia stato lenito minimamente dalle parole del ministro Frattini, sentitosi in dovere di ringraziare Israele per la propria bonomia....

venerdì 16 luglio 2010

Alternative all'incenerimento

Marco Cedolin


Tratto da "Grandi Opere" Arianna Editrice 2008

Una seria e virtuosa politica di gestione dei rifiuti non può prescindere da una riduzione alla fonte del volume degli stessi e da un cambiamento radicale d’impostazione della produzione industriale. Nonostante fino ad oggi nel nostro paese non sia stato fatto nulla in questo senso, il ricorso all’incenerimento dei rifiuti potrebbe comunque essere evitato fin da subito attraverso un’applicazione sistematica della raccolta differenziata e opportune pratiche di riciclaggio.
Il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) abbinato ad un’efficace raccolta differenziata porta a porta è in grado di rappresentare un’alternativa alla pratica dell’incenerimento, estremamente più vantaggiosa sotto ogni punto di vista che si voglia prendere in considerazione. Nel mondo esistono già 15 moderni impianti TMB ed altri 20 sono in fase di costruzione. I più avanzati sono quello di Sidney in Australia che è attivo dal 2004, quello di Amiens in Francia, Munster e Bassum in Germania e Vagron nei Paesi Bassi....

martedì 13 luglio 2010

Torino, nasce l'inceneritore ma nessuno ci fa caso

Marco Cedolin
Qualche giorno fa a Grugliasco, alle porte di Torino, le autorità, contornate da un nutrito codazzo di giornalisti, hanno presenziato all’inaugurazione del cantiere per la costruzione del nuovo forno inceneritore del Gerbido, prima di recarsi tutti quanti al rinfresco, dove fra un pasticcino e un sorso di spumante si sarebbe potuto dare libero sfogo al compiacimento derivante dal “regalo” fatto alla città da parte della classe politica che l’amministra.

Ad assistere al penoso teatrino, oltre ai disinformatori di professione, solamente un centinaio di contestatori delusi, più che arrabbiati, il che in una città che con l’hinterland supera il milione di abitanti significa l’assoluta mancanza di qualsivoglia reazione da parte della cittadinanza.
In parole povere i torinesi ed i cittadini di Grugliasco, Beinasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli, hanno ritenuto giusto non interessarsi del nuovo megainceneritore. L’inceneritore del Gerbido in compenso ha già iniziato ad interessarsi di loro, partendo dai portafogli, salassati per alcune centinaia di milioni di euro (cifra che continua ad aumentare progressivamente) necessarie per la costruzione, per arrivare alla loro salute che l’impianto metterà a repentaglio anche qualora continuino a restare voltati dall’altra parte....

martedì 6 luglio 2010

I profitti della crisi

Marco Cedolin

La crisi economica sta imperversando in maniera sempre più drammatica in tutto l’Occidente. Le imprese chiudono o delocalizzano, la disoccupazione sale a ritmo forsennato, diritti si vaporizzano, le prospettive occupazionali si riducono al lumicino. Sulla scia lasciata dalla manovra “lacrime e sangue” imposta al popolo greco, un po’ dappertutto s’impongono sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani. Le mense della Caritas conoscono un sovraffollamento mai sperimentato prima, in strada scendono sempre nuovi senza tetto, con gli Stati Uniti che tirano la cordata . Aumentano in maniera esponenziale, anche se i media raramente ne danno notizia, i suicidi e le tragedie familiari aventi per protagonisti persone strozzate dai mutui e rimaste senza lavoro.
Un quadro a tinte fosche, condito dalle promesse dei mentori del progresso che preconizzano improbabili “riprese” che germoglieranno miracolosamente da quelle lacrime e dal quel sangue fagocitati in maniera sempre più famelica.
Eppure la crisi economica presenta anche un’altra faccia della medaglia, quella delle grandi multinazionali e delle grandi banche, a beneficio delle quali è stata costruita l’intera operazione....

venerdì 2 luglio 2010

Paghino i pendolari

Marco Cedolin

Chi sono in realtà i pendolari? Una delle tante categorie eterogenee di cui fa parte la stragrande maggioranza di noi. Come gli automobilisti, i consumatori, i teleutenti, i pazienti della sanità pubblica e così via.
Una categoria assai disomogenea,  priva di qualsivoglia coscienza o senso di appartenenza, senza organizzazioni sindacali che fingano di difenderne i diritti, senza alcun genere di tutela.
Ci sono pendolari che giornalmente percorrono oltre 100 km in treno o in auto, altri che ne percorrono solo qualche decina al giorno, altri ancora che si cimentano con tragitti più brevi.
Dalla seconda metà del secolo scorso fino ad oggi il numero dei pendolari è progressivamente aumentato, così come è aumentata  la distanza media da essi percorsa, con ritmo estremamente più elevato negli ultimi 20 anni....

sabato 26 giugno 2010

Vendo isole greche a prezzi da saldo


Marco Cedolin
Chi pensava che la manovra lacrime e sangue imposta ai cittadini greci fosse sufficiente a soddisfare l’appetito insaziabile della BCE e del FMI si stava in tutta evidenza sbagliando. E’ passato poco più di un mese dalla pesante e contestata serie d’interventi destinati a pesare come un macigno sulla qualità di vita della popolazione greca e già il governo di Atene si dimostra pronto a nuovi “sacrifici” volti a raccogliere denaro da devolvere alle banche internazionali.
Una volta ripulite a dovere le tasche dei cittadini, non resta che la svendita del territorio e delle principali aziende pubbliche a compratori stranieri (con tutta probabilità gli stessi personaggi che compongono l’azionariato delle banche creditrici) che siano interessati all’acquisto di tranci di Grecia a prezzi da saldo...

martedì 22 giugno 2010

STRAGE DI VIAREGGIO: MORETTI SFIDA I GIUDICI

Marco Cedolin

Mentre è passato un anno dalla strage di Viareggio, nel corso della quale a causa dello scoppio di un vagone cisterna carico di gas liquido morirono 32 persone e mille cittadini furono costretti ad evacuare dalle proprie abitazioni, 18 persone risultano iscritte nel registro degli indagati della procura di Lucca. Stando alle parole della stessa procura gli approfondimenti investigativi continuano in molteplici direzioni e il numero degli indagati potrebbe crescere in rapporto ai vari profili di colpa identificati.
Mauro Moretti, ad delle Ferrovie e da pochi giorni novello Cavaliere del Lavoro dopo la nomina ricevuta dal presidente Napolitano, non è certo cresciuto fra le fila di Forza Italia, bensì in quelle della CGIL dei cui vertici ha fatto a lungo parte, ciò nonostante sembra avere fatto propria la filosofia del “berlusconismo” molto più velocemente di quanto non riusciranno a fare gli alunni della Gelmini....

sabato 19 giugno 2010

TOGLIETEMI TUTTO MA NON LA NUTELLA

Marco Cedolin

L’Europa dei burocrati e dei banchieri ci ha tolto ogni ambizione di sovranità monetaria, attraverso l'euro e la BCE, ha sradicato qualsiasi parvenza di sovranità nazionale, “sovrascrivendo” la Costituzione per mezzo del Trattato di Lisbona e dal prossimo anno provvederà (come confermato dal ministro Tremonti ) perfino a redigere in prima persona le nostre manovre finanziarie.
Il tutto nel silenzio mediatico più assoluto e nell’acquiescenza generale, senza che nessuno si sia sentito in dovere di esprimere una critica, senza che qualcuno abbia ritenuto giusto palesare un qualche moto di ribellione per essere stato defraudato di quasi tutto quello che ci apparteneva. Senza che un solo elemento del folto gruppo di politici, giornalisti, economisti, intellettuali, filosofi ed opinionisti, che a vario titolo si abbuffano al baccanale offerto dal contribuente, sia stato pervaso da un moto di orgoglio che lo inducesse a spiegare a chi paga il desco, i termini della “svendita” a Bruxelles di un’intera nazione.
Ci è voluta la Nutella, perché rinascesse dalle ceneri l’italico orgoglio e si levassero in alto gli scudi nei confronti della UE....

mercoledì 16 giugno 2010

TENGO FAMIGLIA

Marco Cedolin

In merito al "ricatto" di Marchionne nei confronti dei dipendenti FIAT di Pomigliano D’Arco sono state scritte molte cose. Innumerevoli levate di scudi contro l’ennesimo “attentato” ai diritti dei lavoratori, altrettanto numerosi attestati di stima in difesa di un’azienda disposta ad “investire” denaro (di chi?) per creare occupazione, molte riflessioni salomoniche volte a stemperare i toni e favorire il raggiungimento di un accordo che comunque “s’ha da fare”.
In mezzo a tanto bailamme, tirati per la giacchetta ora dagli uni ora dagli altri, ci sono i lavoratori oggetto dell’accordo, che presto saranno chiamati ad esprimersi in prima persona riguardo alla sottoscrizione dello stesso. Lavoratori che quando compaiono intervistati in TV, generalmente rispondono senza esitazione “voteremo si, perché teniamo figli e famiglia ed abbiamo bisogno di lavorare”....

sabato 12 giugno 2010

Il Ricatto

Marco Cedolin
Nel 1831 il presidente del consiglio francese Casimir Perier ammoniva gli agitatori: "gli operai sappiano che per il loro bene non vi sono altri rimedi che la pazienza e la rassegnazione".

L’Italia è davvero uno strano paese, se è possibile che l’ad della FIAT Sergio Marchionne, a capo di un’industria che da sempre costruisce profitti miliardari finanziandosi attraverso il denaro dei contribuenti, può permettersi il lusso di sostituire il governo ed i sindacati, imponendo pro domo sua, nuove regole in aperto contrasto con la legislazione in atto e con il contratto collettivo nazionale dei lavoratori.
Questo è infatti il senso del ricatto (perché di ricatto si tratta) attraverso il quale Marchionne ha minacciato la chiusura dello stabilimento FIAT di Pomigliano D’Arco, e il conseguente licenziamento dei 5000 lavoratori occupati in quella sede, se i lavoratori stessi non accetteranno di rinunciare ai diritti che la legge vigente attribuisce loro. Ostentando inusitata bonomia, Marchionne si dice disposto a “sacrificarsi”, rinunciando a delocalizzare in Serbia e in Polonia la produzione della merce automobile (destinata nei decenni a venire ad avere sempre meno mercato) e concentrandola invece in Italia, a patto che i lavoratori italiani siano disposti essi stessi a diventare di fatto operai serbi e polacchi.....