mercoledì 28 maggio 2014

TAV Torino - Lione, le merci? Sulla vecchia ferrovia!

Marco Cedolin
Da anni sosteniamo ripetutamente il convincimento che mai e poi mai un treno merci transiterà sulle rotaie dell'alta velocità italiana, mettendo oltretutto in luce il fatto che in nessun paese del mondo le infrastrutture per i treni ad alta velocità vengono usate per il trasporto delle merci. La ragione di questo convincimento è di una semplicità disarmante: semplicemente sarebbe tecnicamente ingestibile (richiedendo tempi e costi di manutenzione enormi) l'uso della stessa infrastruttura sia per i pesantissimi treni merci, sia per i velocissimi convogli passeggeri, anche se realmente (e non è così) esistessero delle merci da poter trasportare sulle tratte ad alta velocità ed avesse (e non è così) un senso logico far correre a 300 km/h un treno merci, mentre la logistica continua a viaggiare a passo di lumaca.
Finalmente, anche per quanto concerne la futura linea TAV Torino - Lione, fin dall'inizio spacciata come un mezzo indispensabile per movimentare le merci fra l'Italia e la Francia, s'inizia a fare un po' di chiarezza....


come emerge da un documento, firmato dal coordinatore per il progetto Laurens Jan Brinkhorst, divulgato dalla rivista francese Reporterre, ignorato bellamente dalla stampa italiana, sempre pronta a prodigarsi in dossier di ogni genere, concernenti il TAV Torino - Lione, ma anche così restia a dispensare almeno una tantum qualche briciola di verità.

Nel documento in oggetto, si afferma con innocenza adamantina, che in futuro per trasportare le merci fra Italia e Francia (quelle stesse merci che secondo le eminenze grige nostrane rendevano indispensabile un buco di 60 km nelle montagne) verrà utilizzata la linea ferroviaria esistente, recentemente ristrutturata, nonostante il buco del Frejus rislga ai tempi di Cavour.

Quelle poche merci che si possono trovare, passeranno insomma nella galleria esistente, che in tutta evidenza va benissimo per adempiere a questa funzione, ma come evitare di domandarsi il buco del TAV allora cosa lo si scava a fare? Decine di miliardi di euro, sperperati in un momento di tragica crisi, per consentire ai torinesi (quali?) di andare a prendere il caffè a Lione prima che si freddi, sembrano un lusso che a nostro avviso difficilmente ci si può permettere.

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