lunedì 7 giugno 2010

NWO: DALLA PADELLA ALLA BRACE

Alba Canelli e Marco Cedolin

L'attacco finanziario alla Grecia, si è rivelato fin dall’inizio un attacco contro l'Europa, o meglio contro gli europei, portato da tutta una serie di potentati finanziari che aspirano ad ottenere un controllo sempre maggiore sull’intera area, di fatto sostituendosi ai vari governi nazionali, ormai in avanzata fase di smantellamento.
Tra le promesse ventilate e regolarmente disattese e l’insieme dei “sacrifici” imposti, tutto lascia pensare che questa crisi non sia un effetto collaterale di politiche economiche sbagliate, ma un mezzo molto ben studiato per il raggiungimento di altri obiettivi.
Al di là di quello che vogliono farci credere i leader politici, attraverso i media e le testimonianze di esperti ed economisti compiacenti, la crisi, come evento straordinario o calamità naturale del mondo finanziario non esiste. La situazione di estrema difficoltà in cui oggi tutti ci troviamo, altro non è se non una mistificazione creata con cura, una cospirazione ordita contro i governi nazionali europei, con lo scopo di tenerli a freno, controllarli e far accettare loro un Governo Economico sovranazionale.
Anche la rivendicazione del diritto di veto sui bilanci dei paesi membri di cui la Commissione di Bruxelles vuole insistentemente appropriarsi, dimostra ancora una volta come la sovranità dei popoli e delle nazioni sia messa seriamente in discussione e come la strada perseguita sia quella di una politica autoritaria lontana da qualunque concetto di democrazia e libertà.
La crisi finanziaria ha permesso a banche ed istituzioni finanziarie di  ripianare i loro buchi di bilancio attraverso il denaro pubblico dei contribuenti ed ora queste stesse istituzioni minacciano di distruggere gli Stati che hanno contribuito al loro risanamento.

Chi può credere ancora che tutte queste manipolazioni per la destabilizzazione degli stati non obbediscano ad un programma nascosto?

Nel mese di marzo, rapidamente ha preso piede l'idea per la creazione di un Fondo Monetario Europeo " finalizzato a sostenere i paesi della zona euro e ad “aiutare” in futuro, stati come la Grecia in gravi difficoltà finanziarie".
Dopo soli 2 mesi il "futuro" è già qui, in quanto alla Grecia si sono aggiunti come pedine di un pericoloso domino, anche la Spagna, il Portogallo, l'Italia ed ultima in ordine di tempo l’Ungheria, pur essendo essa al di fuori della “zona euro”.
E sappiamo bene che nel linguaggio "tecnocratico" di Bruxelles il verbo "aiutare”, allorquando trattasi di paesi in crisi, come la Grecia, viene declinato in un vero e proprio vortice di misure drastiche, tagli dello stato sociale e del potere di acquisto delle famiglie, che producono come unica risultante la progressiva perdita della sovranità fiscale ed economica da parte dello stato che è oggetto dei soccorsi.
Siamo lanciati in una corsa verso un sistema autoritario e antisociale.

Il “salvataggio” della Grecia e più in generale degli stati europei, ha come unico scopo quello di unificare i bilanci dei paesi membri dell'UE, per disporre delle loro risorse e di fatto porre fine alla loro sovranità economica. Le disposizioni del trattato di Lisbona, che è entrato in vigore il 1° dicembre, offrono un ampio margine di manovra in questo senso, dimostrando come si sia spento l'ultimo anelito di una qualche forma d’indipendenza e sovranità degli stati europei.
L'Europa si è gettata nelle braccia del FMI, un'entità "globalista" che fin'ora si era in prevalenza occupata delle vacillanti economie del Terzo Mondo, e nonostante siano sotto gli occhi di tutti le devastanti conseguenze dei suoi piani di "adeguamento strutturale", i nostri burocrati hanno ritenuto giusto dare carta bianca a siffatta organizzazione.

L'indebitamento indotto da questo salvataggio è una falsa soluzione imposta dall'esterno per legarci ancora di più al governo del "Mercato" e alla sua dittatura. Non è difficile leggere i secondi fini che si celano dietro questa operazione, completamente disancorati da qualsiasi aspirazione di benessere per i popoli europei. Sembra che il rischio di un collasso sistemico sia il cuore del gioco che stanno giocando e occorre iniziare a domandarsi il  perché.

Il caos monetario e l’integrazione fra entrambe le economie dei paesi che sorgono sulle sponde opposte dell’atlantico, rappresentano un vantaggio per tutti coloro che prosperano nel mondo oscuro del mercato azionario, anticipando il panico e la conseguente euforia per sfruttare in pieno ogni aspetto dell’intera operazione.
Giova ricordare che nell'economia di mercato come in natura: l'ordine nasce dal caos. Tutte le disastrose manovre destabilizzanti e non casuali a cui abbiamo assistito negli ultimi 2 anni non portano al disordine, bensì ad un ordine superiore, ed è questa l'interpretazione della crisi più corretta. Possiamo quindi aspettarci dopo il caos europeo di questi mesi, un Nuovo Ordine regionale con una nuova Europa guidata dagli Stati Uniti (o più avanti unificata ad essi), dalla BCE che forse sarà solo una filiale europea della Federal Reserve, sotto il controllo del FMI o con l'istituzione di un nuovo potere mondiale.

La situazione attuale, se osservata in prospettiva, si caratterizza  per due tratti fondamentali che emergono, sia pure ancora in fase embrionale, in maniera abbastanza adamantina. La volontà di creare un’entità transnazionale, basata su un ristretto numero di soggetti, che sostituisca di fatto i governi nazionali e sia in grado di fare incetta delle risorse economiche e finanziarie esistenti. E l’intenzione di deprivare progressivamente il cittadino dei diritti, dei servizi sociali e delle disponibilità economiche di cui ha goduto negli ultimi decenni.
Questa operazione comporterà per forza di cose un mutamento radicale della società così come siamo abituati ad intenderla e determinerà di fatto la fine della visione del cittadino in qualità di consumatore dal quale suggere ricchezza. La popolazione, deprivata delle proprie risorse finanziarie, senza più tutele e ammortizzatori si troverà giocoforza estromessa dal bazar del consumo, avulsa dal contesto in cui era abituata a vivere.
I grandi poteri economici e finanziari, consci dell’impossibilità di perpetuare il “mito” della crescita infinita, continuando a produrre sempre maggiori profitti sull’asse produzione/consumo, salteranno a piè pari una parte dell’operazione, raccogliendo la ricchezza direttamente alla fonte, limitandosi ad “usare” il cittadino in qualità di servitore, costretto a “prostituirsi” di fronte a qualsiasi richiesta, a causa delle sue scarse disponibilità finanziarie, dettate dalla quasi assoluta mancanza di opportunità occupazionali.

E’ questo il futuro che attende l’Italia e L’Europa intera? E’ possibile eliminare i diritti e la capacità di reddito d’intere popolazioni, senza che chi muove i fili venga travolto dalla rabbia popolare? Sono prevedibili le reazioni di cittadini educati al consumo attraverso oltre mezzo secolo di orientamento del pensiero, posti di fronte all’impossibilità di consumare e vivere la vita così come sono stati abituati a concepirla? Può la repressione militare costituire un baluardo sufficiente a prevenire l’eventuale esplosione del caos e della violenza?
Si tratta naturalmente di domande retoriche alle quali oggi nessuno di noi può dare una risposta. Le uniche risposte possibili, sono quelle volte a tentare di evitare di sprofondare nel baratro che si sta aprendo dinanzi ai nostri piedi. Risposte che pongono l’accento su quanto sia necessario e urgente riorientare la costruzione europea. Rimettendo in discussione i trattati finora sottoscritti e soprattutto ripensando in profondità il ruolo della moneta unica e delle istituzioni private come la BCE.

Solo con una rinascita sociale e una democratizzazione dell'UE possiamo evitare l'implosione dell'Europa, recuperando ai popoli quel ruolo centrale che li affranca dall’essere tubo digerente della macchina del consumo, senza renderli supini servitori di un’elite di potere finanziario ed economico. Solo la conoscenza e la consapevolezza della realtà possono produrre una reazione apprezzabile che ci permetta di cambiare strada in tempo utile, sempre che di tempo utile ce ne sia ancora.

8 commenti:

Luka78 ha detto...

Un complimento ad Alba Canelli e a Marco Cedolin per il seguente articolo, che purtroppo, pur sottolineando il tragico futuro che ci aspetta, lascia quasi senza speranze il lettore.
Ma da come ho scritto sopra, è un futuro che, per chi si degna di informarsi non con la solita informazione ( propaganda ), già si sa che sarà drammatico.
Un futuro quasi da film di fantascienza ambientato in un mondo simile al nostro, ma dove la gente è semi/schiavizzata da un potere centrale.

E' con le ultime righe dell'articolo che spero ad un cambiamento di rotta:

"Rimettendo in discussione i trattati finora sottoscritti e soprattutto ripensando in profondità il ruolo della moneta unica e delle istituzioni private come la BCE.

Solo con una rinascita sociale e una democratizzazione dell'UE possiamo evitare l'implosione dell'Europa, recuperando ai popoli quel ruolo centrale che li affranca dall’essere tubo digerente della macchina del consumo, senza renderli supini servitori di un’elite di potere finanziario ed economico. Solo la conoscenza e la consapevolezza della realtà possono produrre una reazione apprezzabile che ci permetta di cambiare strada in tempo utile, sempre che di tempo utile ce ne sia ancora."


Ci spero perchè varie volte, nei miei interventi anche in questo blog, sogno un cambiamento grazie ad una presa di coscienza della gente, dei nostri simili. Continuo a sperare, ma non mi illudo.

Per finire;
ora si sta parlando della libertà di impresa. La cosiddetta "sinistra" si scandalizza, io NO.
Ma non perchè sia bello violare la Nostra Costituzione, ma perchè viviamo in un mondo che abbiamo voluto globale, in un mondo in cui i capitalisti dettano legge e hanno permesso alle nazioni di aderire alle liberalizzazioni ( GAT-GATS ) e a suicidi simili.
Ed era ovvio che prima o poi, i singoli governi-marionette, accettassero o mettessero mano a riforme che calpestano le Costituzioni dalle nazioni da loro "governate".

Argomento, quindi, che va ad incastrarsi su quanto detto nel vostro articolo e che è ben descritto dall'articolo del Direttore del quotidiano "Rinascita", Ugo Gaudenzi, intitolato
I liberoscambisti all`assalto della Costituzione

davlak ha detto...

ragazzi...un passaggio al volo per un saluto, a Marco e Alba la desaparecida!
a presto :)

davlak ha detto...

eccomi.

ieri sera ho visto report su rai3 e la cosiddetta "Buona notizia" è stata la cosa che mi ha intristito di più: i lavoratori appaltati dalle cooperative all'ospedale S. Andrea di Roma hanno ottenuto l'assunzione dall'ente ospedaliero. erano felicissimi, festeggiavano a porchetta e vino come si conviene dalle pari dei castelli romani, tra canti e balli.

mi sono detto: questa è la prova della vittoria definitiva del sistema sugli individui; questa gente andrà a intascare dai 900 ai 1100 € al mese, sottoposta a turni massacranti, magari a ore di pendolarismo e alla prospettiva di un bilancio famigliare che a stento gli fa superare la terza settimana del mese. eppure sono lì che cantano e ballano e festeggiano perchè il loro contratto da SCHIAVI è stato firmato e non possono essere licenziati.

il sistema ha trionfato in modo più palese in questo esempio di "buona notizia" che in tante pessime "novità" che ci precipitano addosso quotidianamente.

una prova ulteriore che gli eventuali cambiamenti radicali al sistema, un suo abbattimento o sconvolgimento, è auspicabile che arrivi, come per il resto della storia, da una ELITE.
le masse invece per antonomasia sono amorfe, e soggiogate.

la remissività con cui popolazioni una volta fiere e autonome accolgono le vaneggianti sentenze e i diktat degli organi europei e dei potentati economici e finanziari planetari è il segnale universale della fine.

marco cedolin ha detto...

Ciao Luca,
grazie dei complimenti, che giro ad Alba cui spetta la maggior parte del merito.
Ho la sensazione che la realtà stia progressivamente surclassando la fantascienza, con dosi d'imprevedibilità sconosciute perfino ai più bravi autori del genere.

marco cedolin ha detto...

Ciao Davlak,
è sempre bello tornare a leggerti!

Come hai scritto tu, all'interno della "buona notizia" si celano fantasmi ben più inquietanti di quelli che normalmente permeano le notizie cattive.
Probabilmente bisogna essere bravi a leggere fra le righe così come lo sei stato tu, ma se ci si riesce il quadro che si apre dinanzi ai nostri occhi diventa molto simile all'urlo di Munch...

Alba kan. ha detto...

"@Luka
Grazie per la tua attenzione, credo che sia il momento di una lunga riflessione, quando arriveranno i disordini sociali come in Grecia o in Argentina (ce la siamo dimenticata?), dovremo avere le idee molto chiare e lottare per quello che è meglio per i nostri figli, e non quello che vogliono imporci".

Avevo risposto prima di leggere questo tuo commento, non so se sono una veggente, ma avrei scritto le stesse cose comunque.

Non era mia intenzione (e credo di parlare anche per Marco) quella di lasciare il lettore senza speranze, anzi l'intenzione era quella di dire: "Vedete, questo è quello che stanno facendo, che stanno cercando di fare e che faranno se non li fermiamo".
Infatti nella parte finale da te citata, è chiaro ed evidente il richiamo ad un "risveglio globale", di cui si sta parlando negli ultimi giorni anche grazie ai timori (?) del machiavellico Brzezinski...

Ciao Davide, un caro saluto.

紫倫妍勳 ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Brumik ha detto...

I miei complimenti agli autori di questo articolo. Veramente bravi!

Ho pensato di sottolineare alcuni passaggi commentando le frasi ricopiate in "italico".

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Tra le promesse ventilate e regolarmente disattese e l'insieme dei "sacrifici" imposti, tutto lascia pensare che questa crisi non sia un effetto collaterale di politiche economiche sbagliate, ma un mezzo molto ben studiato per il raggiungimento di altri obiettivi.

Io credo, invece, che siano proprio le politiche economiche dei vari governi ad essere sbagliate per cui i poteri forti non fanno altro che sfruttare questi errori per attuare il loro piano di dominazione. Le politiche economiche attualmente in voga, specialmente negli stati cosiddetti "democratici", sono sbagliate perché i popoli-massa per loro natura tendono a volere "tutto e subito" e a scegliere i politici più scadenti per farsi governare. La maggioranza della gente non si interessa e non vuole interessarsi di economia ed affida ciecamente ad altri la gestione delle proprie risorse. Se non fosse così, ci sarebbero state cruente sollevazioni in tutti i paesi dove, per arginare (invano) gli effetti dell'ultima crisi finanziaria, i governi hanno salvato proprio quelle banche che hanno rifilato gli asset tossici ai risparmiatori, anziché farle fallire ed espropriarle dei loro beni. Le "moderne" politiche economiche sono sbagliate perché si basano sulle deleterie teorie di Keynes le quali giustificano, anzi stimolano, il "deficit spending" dei governi. Tutti sanno che i paesi indebitati sono facilmente ricattabili dai loro creditori perché questi ultimi possono rifiutarsi di rinnovare i titoli di debito pubblico alla loro scadenza, mandando così in bancarotta lo stato debitore. Dunque vita facile per le oligarchie dominanti nel soggiogare i popoli che con la complicità dei loro mediocri governanti vogliono vivere al di sopra delle loro possibilità...

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I grandi poteri economici e finanziari, consci dell'impossibilità di perpetuare il "mito" della crescita infinita, continuando a produrre sempre maggiori profitti sull'asse produzione/consumo, salteranno a piè pari una parte dell'operazione, raccogliendo la ricchezza direttamente alla fonte, limitandosi ad "usare" il cittadino in qualità di servitore, [...]

I poteri forti sono anche consci delle funeste conseguenze che non tarderanno a manifestarsi con l'attuale tasso di crescita demografica. Come bene illustra Marco Della Luna nel suo libro "Oligarchia per popoli superflui", stanno già pensando a dei piani drastici di "derattizzazione". Le oligarchie sanno che lo sfoltimento del genere umano, se non viene attuato in modo intelligente, sarà comunque messo in atto dalla Natura con i metodi che conosciamo. Le varie epidemie a carattere planetario che si sono verificate negli ultimi decenni (forse innescate artatamente) hanno offerto un prezioso banco di prova sulla possibilità di seminare panico tra le popolazioni e di verificare la loro disponibilità a sottoporsi alle vaccinazioni. Da qui alla rarefazione globale il passo è breve...

-- Michele