Atlantotec

giovedì 29 dicembre 2011

L'anno che non verrà

Marco Cedolin
Da sempre Capodanno rappresenta Il simbolico spartiacque fra un anno che sta morendo, con tutto il suo carico di accadimenti (buoni e cattivi) ed uno che sta nascendo, vestito per l’occasione di carezzevoli illusioni e condito di languide speranze. Una sorta di limbo dove rimanere per un istante sospesi fra il prima e il poi, a tracciare bilanci di vita e sognare vite che non ci apparteranno mai, prima che la giostra del divenire stemperi l’attimo ed il futuro si faccia presente, riportandoci alla realtà.
Guardare al 2012 che arriva, ostentando speranza ed ottimismo rappresenta però, più che in altre occasioni, un’esperienza dedicata a pochi intimi, dal momento che la ratio e la matematica ci riporterebbero immediatamente sulla terra, rendendoci consapevoli del fatto che il nuovo anno sarà molto peggiore del precedente, essendo state poste tutte le basi (ma proprio tutte) perché ci si ritrovi a rimpiangere gli ultimi dodici mesi, nonostante abbiano rappresentato il gradino più basso della storia recente nazionale ed internazionale.
In Italia nel lasso di tempo di un paio di settimane è stata alienata ogni residua e fittizia illusione di democrazia e le banche, nella persona dell’usuraio Monti, hanno di fatto esautorato i camerieri politici dal loro ruolo di mestieranti della commedia, ridimensionandoli ad arredamento del palazzo, oltretutto molto costoso e kitsch......

mercoledì 16 novembre 2011

E' nato il governo Vichy

Marco Cedolin

Sta insediandosi proprio in queste ore il nuovo governo di occupazione, presieduto da Mario Monti, novello Presidente del Consiglio con delega al ministero dell'Economia e composto da 16 ministri, rigorosamente tecnici.
Tutti, Monti compreso, mai eletti dagli italiani e deputati a portare avanti un programma di governo imposto nei dettagli dalla BCE e mai sottoposto al vaglio degli elettori, che a suo tempo votarono i programmi di Berlusconi e Veltroni, di natura profondamente diversa, se non antitetica, rispetto a quello che verrà realizzato nei prossimi mesi.
Dovrebbe essere chiaro a tutti che non si tratta di un ribaltone, bensì di un'azione estremamente più grave, consistente nell'esautorare completamente il popolo dal diritto di scegliere chi lo governerà e sulla base di quale programma espliciterà il proprio mandato.
In tutta evidenza chiaro non lo è dal momento che i cittadini e le cosidette parti sociali, anzichè trovarsi in strada con il forcone, sono comodamente seduti a guardare la TV o impegnati a tentare di conquistare la benevolenza del nuovo padrone, ragione per cui ci sembra giusto constatare la morte cerebrale intervenuta per asfissia del mito della democrazia.
La lista dei ministri scelti da Monti, che in queste ore sta tenendo banco su giornali e TV, risulta molto oculata e dimostra chiaramente come ci si trovi davanti ad un progetto costruito nel tempo con cura certosina e non certo ad una squadra improvvisata dal professore nel corso dell'ultimo paio di giorni....

martedì 15 novembre 2011

Il ricatto in tempo reale

Marco Cedolin

“Btp sopra la soglia di allarme, ma la situazione migliora dopo il sì al nuovo governo dei due principali partiti.”
Era uno dei titoli che stamane popolavano l’home page di Repubblica e lascia intuire con chiarezza adamantina quale sarà la strategia applicata nell’Italia in stato di occupazione nel corso dei prossimi mesi.
Qualche remora nell’applicazione di nuove tassazioni a carico del contribuente? Lo spread inizia a salire in maniera vertiginosa e la cifra (500 – 520 – 550 – 600 – 610 - 700) campeggia a caratteri cubitali sui giornali e sugli schermi TV, mentre gli “esperti” vaticinano il crollo del paese nel baratro del default. Le remore vengono immediatamente meno, facendo si che si possa tassare a profusione e lo spread inizia a scendere gradualmente, ma non troppo, perché continui a restare un monito per chiunque osi mettere i bastoni fra le ruote alla megamacchina tecnofinanziaria.
Le proteste per i previsti 300mila licenziamenti iniziano a prendere piede e perfino qualche improvvido sindacalista fulminato sulla via di Damasco osa esprimere malcelato scetticismo? Ecco che lo spread sale alle stelle.....

domenica 13 novembre 2011

Tutti fermi, tutti zitti, governa lo Spread!

Marco Cedolin
 
Perfino gli ottimisti che pensavano si fosse toccato il fondo nel corso dell'ultimo decennio, caratterizzato dal sempre più palese asservimento del bestiario politico ai grandi poteri finanziari di Bruxelles e dal disastro dell'euro, hanno dovuto ricredersi nel corso dell'ultima settimana.
Il golpe della BCE ha fatto piazza pulita a velocità supersonica non solo del caramogio di Arcore politicamente defunto da tempo, ma anche di tutte le favole ispirate alla costituzione e alla democrazia che albergavano nell'immaginario degli italiani fin dai tempi delle scuole elementari.
Napolitano ha gestito il colpo di stato per conto terzi con consumata destrezza, meritandosi il plauso del padrone. I camerieri della politica, affiancati dalla pletora di pennivendoli d'accatto ed opinionisti radical chic hanno certificato la scarsa opportunità d'interpellare i cittadini in merito al loro futuro, dal momento che il "popolo bue" mai capirebbe i termini del problema e il suo intervento potrebbe turbare profondamente i mercati.
Nel corso di sole 48 ore (meno di un battito di ciglia riguardo a questioni di questo peso) l'usuraio di Goldman Sachs Mario Monti è stato prima nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica che non c'è più (e forse non c'è mai stata), per meriti immaginari che non hanno nessuna ragione di essere.
Poi proditoriamente investito dell'autorità di presiedere un governo illegittimo che non risponderà agli interessi nazionali, bensì esclusivamente alle direttive di Bruxelles e ai dettami dei mercati.
Infine coinvolto in un toto ministri all'interno del quale cadaveri politici di ogni risma e colore sgomitano e sbavano per ritagliarsi un posto al sole al servizio degli occupanti.
Il tutto rigorosamente prima che il cielo inizi a biancicare e sorga l'alba del lunedì, quando i mercati e lo spread pretenderanno che il lavoro sia stato portato a termine con cura certosina e l'Italia sia ridotta ad uno schermo TV da gestire con il telecomando.......

giovedì 20 ottobre 2011

Assassini

Marco Cedolin
La foto di Gheddafi sanguinante e senza vita campeggia a tutta pagina sulle TV, sui giornali e sui siti web, come un trofeo di caccia da esibire appeso sopra al caminetto, per compiacere l’ego degli “eroi” senza macchia e senza paura, che elevatisi al rango di gendarmi del mondo hanno “legalizzato” la strage e l’omicidio, inserendoli nel novero dei sacrifici necessari per ottenere un nuovo ordine mondiale che sia completamente funzionale alle loro esigenze.
Abbiamo prodotto riflessioni sull’argomento, fin dall’inizio della "guerra santa", portata avanti dall'occidente con la vile compiacenza dell’ONU, nascosto sotto l’ombrello di una risoluzione farsa del tutto disancorata dalla realtà dei fatti e dalle azioni messe in atto sul campo.
Abbiamo seguito passo passo l’annientamento dello stato sovrano socialmente ed economicamente più avanzato dell’intero continente africano, le tonnellate di bombe lanciate sul suo popolo, la distruzione delle sue città e delle sue infrastrutture, la morte e la devastazione portata dal “mostro” occidentale e delegata nelle operazioni di terra ad un manipolo di mercenari e briganti della peggior specie……

venerdì 30 settembre 2011

La Marcegaglia in soccorso di Trichet

Marco Cedolin
Fra gli avvoltoi che planano in cerchi sempre più bassi, attendendo con impazienza di spolpare la carogna di questo disgraziato paese, non potevano certo mancare i prenditori d'accatto che da sempre vivono alla grande foraggiati dai sussidi statali, ma fra una puntatina a Porto Cervo, un briefing di alta finanza e una delocalizzazione produttiva, non mancano mai di tessere le lodi del libero mercato, declinato come il luogo dove si socializzano le perdite, privatizzando al contempo i profitti (leciti ed illeciti) derivanti dalla macelleria sociale.
Degna portavoce di questa congrega di sciacalli che vestono Prada e Max Mara, ma strizzano l’occhio alla sinistra chic e si fingono interessati alle sorti dei lavoratori (italiani o cinesi non si comprende bene) non poteva essere che Emma Marcegaglia , la quale a sostegno di Draghi e Trichet e dei molteplici affari di famiglia, sta in queste ore producendosi nell’ennesimo sforzo per “salvare il paese” dalla remota possibilità che gli italiani non seguano i greci nel tunnel della disperazione.
Oggetto dello sforzo un documento denominato "manifesto per la crescita"  (non si comprende bene di cosa) imposto ai camerieri di governo e sindacati, sotto forma di ultimatum o ricatto, indispensabile perché Confindustria non faccia saltare qualsiasi tavolo di dialogo.
Entrare nel merito del suddetto manifesto crea giocoforza non pochi imbarazzi, dal momento che sono troppe e troppo forti le similitudini con la lettera "segreta" di Draghi e Trichet che commentammo ieri a fronte della sua pubblicazione integrale (per ironia del destino avvenuta proprio il giorno precedente a quella del manifesto della Emma nazionale), ma dal momento che l’esercizio del repetita juvant talvolta si rende necessario, proveremo comunque a spendere qualche parola…..

giovedì 29 settembre 2011

Lettera “segreta” ma catastrofe manifesta

Marco Cedolin
Sta tenendo banco in queste ore, dopo che il testo ha trovato pubblicazione sui giornali, la lettera "segreta" a firma Mario Draghi e Jean-Claude Trichet che la BCE ha inviato al governo italiano il 5 agosto scorso per impartire ai camerieri di turno gli ordini relativi ad un menù a base d’Italia e d’italiani, deputati a trasformarsi in leccornie prelibate al desco della grande finanza, prima di defungere nel cassonetto della spazzatura sotto forma di rifiuti organici.
Le parole contenute nella missiva che intima alla classe politica  la direzione da intraprendere, sono senza dubbio assai interessanti, così come sono interessanti l’indignazione e lo stupore manifestati nel leggerle, da parte di tanti benpensanti (soprattutto a sinistra) che da sempre difendono strenuamente l'euro , la UE, la BCE e tutta l’accozzaglia politico/mafiosa che da Bruxelles sta tirando le fila dello stato unico monoculturale (ma all’insegna del multi) e globalizzato. 
Una sorta d'inferno in superficie, dove i cittadini verranno trasformati in tante scimmiette ammaestrate, che scimmiottano il modello americano e lavorano ad interim con paghe da fame, mangiano ad interim cibo spazzatura, vivono ad interim dentro a qualche tugurio fatiscente, ma votano regolarmente (non ad interim) uno dei due candidati del monopartito unico, con il convincimento di essere scimmiette con un’esistenza ad interim, ma in possesso di solidi valori di destra o di sinistra che li rendono scimmiette migliori…..

venerdì 16 settembre 2011

Il TAV in TV

Marco Cedolin
Proprio dopo essere riuscito a spegnere la TV in maniera definitiva, ed avere portato a termine fino in fondo il processo di disintossicazione da telecazzate assortite, sono purtroppo caduto preda della malsana idea di farmi del male un'ultima volta, dando sfoggio di un masochismo che non credevo appartenermi.
Mi hanno detto che su LA7 si parlava del TAV in TV, nell'ambito della puntata di "Piazza Pulita", con perfino una diretta da Chiomonte, davanti al cancello della centrale, quello dove i tutori dell'ordine (costituito o meno) sono soliti gasarti ogni volta che ti avvicini. E non sono riuscito a resistere, ho imbracciato il telecomando e animato tutti i piccoli Sims che da tempo immemorabile albergavano rinchiusi nei pixel.
Non ho impiegato molti secondi per comprendere che si trattava di un'idea oltremodo infelice e che un buon libro sarebbe stato di gran lunga compagno migliore, ma ormai la frittata era fatta e non mi restava che ascoltare i Sims, fingendo che si trattasse di una cosa seria.
In tutta verità del TAV non si parlava, gli argomenti dei servizi e dei dibattiti in studio erano altri e spaziavano da tristi vicende di escort e puttane a raccapriccianti storie di mazzette e malaffare, per poi sfiorare ogni tanto problemi quali il debito pubblico e la credibilità della classe politica che, se misurata sulla campionatura dei politici ospitati in studio, appariva a dir poco in caduta libera.
Dopo avere ascoltato oltre un'ora di fesserie assortite, condite da battute di dubbio gusto e amenità dalle fogge più strane, ecco che intorno alle 23 (probabilmente attendendo che i bambini facilmente impressionabili potessero andare a letto) finalmente il conduttore passa la linea all'amico Sortino in collegamento da Chiomonte, con nutrita presenza di NO TAV per una volta assiepati tranquillamente davanti al cancello senza ricevere in dono gas e lacrimonegeni in faccia.....

giovedì 8 settembre 2011

La brutta aria si è fatta cattiva

Marco Cedolin
Sono andato in vacanza per qualche settimana. A dirla tutta si è trattato di una vacanza metaforica, di ultima generazione, a costo zero, senza code in autostrada tarantolato sotto il solleone, senza alberghi da pagare, senza lettini ed ombrelloni noleggiati a peso d’oro, senza passeggiate serali nei santuari dello shopping balneare, senza alcuna preoccupazione concernente il meteo. Mi sono limitato a mettere il cervello in stand by (diventando un problema per i geniacci che redigono le statistiche in TV) continuando a recepire tutto quanto stava accadendo, ma rifiutandomi categoricamente di elaborarne il contenuto, sempre ammesso che esistessero dei contenuti da elaborare nella cacofonia convulsa che mi scorreva senza soste davanti agli occhi.
Ora che sono tornato, seppur vittima della sindrome da vacanze finite, che sul Corriere della Sera viene sviscerata con dovizia di particolari, provo a riaccendere qualche neurone, ma intendo farlo con prudenza ed a piccole dosi, dal momento che, stante il tenore degli accadimenti, lo shock potrebbe rischiare di essere troppo forte.
La Libia è stata definitivamente devastata, smembrata ed occupata dalla Nato, così come accaduto in Afghanistan ed in Iraq. Anche se in questo caso gli occupanti non hanno agito in divisa, preferendo deputare al massacro della popolazione civile una banda di ladroni sanguinari composta da briganti locali, mercenari di varie etnie e contractors ormai da tempo a libro paga degli statunitensi.
Gli uomini in divisa si sono limitati ad uccidere dall’alto, fatta eccezione per qualcuno che la divisa se l’è tolta ed è sceso sul campo a coordinare le armate dei briganti. I giornalisti al contrario la divisa l’hanno tenuta ben stretta, lavorando sodo per il padrone, fra filmati falsi, notizie destituite di ogni fondamento e veri e propri set cinematografici allestiti alla bisogna in qualche paese amico.....

venerdì 5 agosto 2011

Il TAV porta lavoro?

Marco Cedolin
Una seconda motivazione oltre a quella ecologica, accampata dai promotori dell’Alta Velocità è costituita dalla grande spinta occupazionale che la costruzione delle infrastrutture sarebbe in grado di garantire, attraverso l’assunzione di un gran numero di lavoratori.
A questo proposito occorre fare chiarezza sia sulla reale ricaduta dell’opera in termini di occupazione, sia sulle condizioni in cui i lavoratori si ritrovano ad operare all’interno dei cantieri.
A dicembre 2003, nel periodo di massima attività nella costruzione delle infrastrutture per il TAV Torino – Milano – Roma – Napoli, i lavoratori impegnati nell’intero progetto TAV, a fronte di un investimento di svariate decine di miliardi di euro, erano 13.779. Dimostrando, come ha più volte ribadito l'economista Marco Ponti, che gli investimenti di denaro pubblico nelle grandi opere determinano ricadute occupazionali fra le più basse in assoluto, trattandosi di opere ad alta intensità di capitale e non di lavoro.
Se 90 miliardi di euro di denaro, tanto verranno a costare i 1020 km succitati, fossero stati investiti nella messa in sicurezza del territorio italiano che versa in situazione disastrosa o nella ristrutturazione degli edifici pubblici, fatiscenti al punto di crollare sulla testa degli studenti, con tutta probabilità si sarebbero creati centinaia di migliaia di posti di lavoro, per decine di anni.
Il lavoro nei cantieri del TAV si svolge a ciclo continuo (24 ore su 24) in squadre composte da 6 operai. I turni possono impegnare un operaio anche per 48 ore notturne a settimana sul fronte di scavo e la pausa mensa non è conteggiata nelle ore giornaliere di lavoro......

martedì 2 agosto 2011

Economia e canaglie

Marco Cedolin
Ti  svegli canicolato nel bel mezzo di una mattina d’agosto, con tutto il peso dei  tuoi problemi “spiccioli” che grava sulle spalle e ti tiene ancorato a respirare la mefitica aria di città anche nel pieno dell’estate. Perfino il caffè non riesce a perdere quel retrogusto chimico, che sembra una punizione inflitta con sadismo a chi è costretto ad usare miscele da discount. Dal momento che a farti del male ci stai prendendo gusto, carezzi la malaugurata idea di aprire il giornale, e dopo averla carezzata lo fai sul serio, ostentando genuina temerarietà, o forse solamente uno spirito abitudinario difficile da sradicare.
C’è scritto che lo Spread  è salito a livelli da record, la borsa di Milano ha bruciato 15 miliardi di euro, i BTP sono ad alta tensione.
I toni sono da tragedia greca e hai la sensazione che se solamente ti riuscisse di comprendere appieno  il senso di ciò che stai leggendo, il caffè alla varichina dovrebbe andarti di traverso, fino a farti tossire e sputacchiare come un indemoniato. Invece lo sorseggi con calma, pensando che la bolletta della luce è scaduta da 2 settimane e l’Enel ha già avvertito che se non paghi entro la prossima, ila tua utenza sarà sottoposta a limitazione. Quando tuo figlio accenderà la playstation in cameretta ti toccherà spegnere la TV. Poco male, visto che in estate alla TV non c’è nulla che valga la pena di guardare e può essere un’occasione per andare a letto presto. Però prima o poi la bolletta va pagata, insieme alla rata del condominio. Non scherzano quelli e quando arriva Equitalia, in un battibaleno si pappano la casa, che è l’unica cosa che ti sia rimasta, dopo che hai perso il lavoro e ti hanno preso la macchina, perché non riuscivi più a pagare le rate dell’Inps......

giovedì 28 luglio 2011

TAV: storia di una truffa

Marco Cedolin
In Italia si iniziò a parlare di alta velocità ferroviaria verso la fine degli anni 80, ma solo nel 1991 il progetto TAV prese corpo e si concretizzò definitivamente.
Cirino Pomicino era l’allora Ministro del Bilancio, Bernini quello dei trasporti e Lorenzo Necci l’amministratore delegato delle ferrovie.
TAV s.p.a. nacque il 7 agosto 1991 sotto le mentite spoglie di una società di diritto pubblico/privato, finalizzata a costruire 1000 km di linee ferroviarie per i treni ad alta velocità sulla direttrice Torino – Milano – Roma – Napoli. In verità non esistevano assolutamente privati disposti a rischiare il proprio capitale in un simile progetto infrastrutturale, poiché i privati erano consci del fatto che gli investimenti nelle grandi infrastrutture ben difficilmente riuscivano ad essere remunerativi. La prova più eclatante dello scarso ritorno economico degli investimenti nelle grandi infrastrutture è rappresentata dal tunnel sotto la Manica che pur proponendosi di collegare due metropoli come Parigi e Londra ha finito per rivelarsi un disastro economico per la società costruttrice, la quale è già fallita ben due volte. Lo Stato in realtà garantì il finanziamento del 40% in conto capitale e reperì il restante 60% (quello che avrebbe dovuto essere di competenza dei privati) attraverso prestiti bancari, accollandosi il pagamento degli interessi fino al completamento dell’opera e garantendo in prima persona la restituzione degli stessi. Tutto il rischio d’impresa venne perciò fin dall’inizio trasferito dal privato allo Stato.
Fin dall’inizio fu ritenuto indispensabile il coinvolgimento attivo nel progetto TAV di tutti i poteri forti, al fine di assicurare allo stesso il consenso e le coperture che necessitavano. Operando in questo senso vennero stretti accordi con i maggiori istituti bancari, i principali gruppi industriali e finanziari e le grandi imprese operanti nell’ambito delle costruzioni e dell’armamento ferroviario......

TAV: una stirpe di ecomostri

Marco Cedolin
In Italia, fra le tante mostruosità che ogni giorno ci capita di vedere, esiste un mostro di nome TAV che come un’immensa muraglia cinese taglia in due la pianura padana, prima orizzontalmente da Torino a Milano, poi verticalmente giù fino a Bologna, per poi infilarsi in maniera devastante dentro l'Appennino e riemergere nei pressi di Firenze, il cui sottosuolo sta ancora aspettando di essere sventrato in profondità, e poi ancora giù per altri centinaia di chilometri, attraversando Roma per giungere fino a Napoli.
Quando fra alcuni anni, dopo il completamento del sottoattraversamento di Firenze che dovrebbe iniziare fra qualche mese, il mostro sarà terminato, sarà lungo circa 1000 km che saranno costati al contribuente italiano qualcosa come 90 miliardi di euro.
Lo scopo di questa immensa infrastruttura non è quello di migliorare  lo stato del nostro sistema ferroviario attuale, costituito per quasi due terzi da linee a binario unico, poiché sui binari del TAV potranno correre solamente i costosissimi treni ad alta velocità/capacità e non quelli che attualmente circolano sulla normale rete ferroviaria...... 

mercoledì 20 luglio 2011

Un futuro da asfaltare

Marco Cedolin
Nella nostra società contemporanea che si ciba di crescita e sviluppo, non esistono processi logici che possano prescindere dall’incremento del Pil, dall’aumento dei consumi, dall'inseguimento di un progresso tanto illusorio nella sua natura quanto devastante nelle sue conseguenze. La classe politica ed i grandi poteri economici e finanziari che ne gestiscono l’operato hanno scelto ormai da tempo il “caos” come ambiente ideale all’interno del quale perseguire i propri interessi senza dovere sottostare ad alcuna logica che non sia quella del profitto personale.
I messaggi spesso contraddittori di cui il cittadino è fatto oggetto hanno il solo scopo d’indurre una cacofonia di stimoli volta ad ingenerare uno stato di confusione generalizzato dove si possa affermare tutto ed il contrario di tutto senza preoccuparsi di cadere in contraddizione.
Tutte le problematiche connesse ai mutamenti climatici, al livello intollerabile dell’inquinamento, allo stato di profonda sofferenza in cui versa il nostro ecosistema e di conseguenza anche la qualità della nostra vita, sono state ormai sdoganate dal cono d’ombra in cui giacevano da tempo immemorabile.....

mercoledì 13 luglio 2011

Val di Susistan

Marco Cedolin
Dopo le missioni di guerra al soldo degli americani, Bosnia, Iraq, Afghanistan, Libano, Libia, inizia la stagione delle missioni militari al servizio della mafia del tondino e del cemento, e quale teatro potrebbe essere più consono ad inaugurarle, della Valsusa ribelle, dove i "talebani" NO TAV rifiutano il treno veloce , le gallerie scavate a dinamite e la didascalia del progresso?
Da domani, 150 alpini della Taurinense saliranno a Chiomonte, per liberare le donne valsusine dal burka della bandiera con il treno crociato, per bonificare il terreno dalle mine anti – talpa e per dare la caccia al Mullah Perino, accusato d'incitazione alla rivolta contro ruspe, talpe, contractors che le manovrano e poliziotti che ne proteggono l'operato.....

giovedì 30 giugno 2011

Val di Susa, domenica la riscossa

Marco Cedolin
La grande manifestazione nazionale, indetta per domenica 3 luglio in Val di Susa, potrebbe costituire il viatico per porre fine all’occupazione militare dei terreni oggetto del futuro cantiere propedeutico alla realizzazione del TAV, a distanza di appena 5 giorni dal momento in cui sono stati “conquistati”, per mezzo di una pioggia di gas lacrimogeno tossico, vietato nei teatri di guerra, ma in tutta evidenza dispensabile in quantità nei polmoni della popolazione civile.
Ed è quello che ci auguriamo vivamente, ma sarebbe profondamente sbagliato guardare alla giornata di domenica e alla “riscossa” in termini di confronto “militare” con le forze dell’ordine e vaticinare una battaglia a colpi di pietre, manganelli e lacrimogeni, come molti media mainstream sicuramente faranno.
La “riscossa” infatti non passerà attraverso uno scontro all’ultimo sangue fra cittadini e poliziotti, e questo per tutta una serie di ragioni, la prima delle quali è costituita dal fatto che le forze dell’ordine non costituiscono il vero antagonista di chi si batte contro il TAV, ma solamente il terminale deputato a veicolare sul campo le decisioni della politica. Ed è proprio nel confronto con la politica del malaffare che il popolo che si radunerà il 3 luglio avrà l’occasione per vincere la propria battaglia e riprendere possesso dei terreni stuprati, con la forza dei numeri e dell’evidenza che nessuno (neanche la peggiore consorteria politico/industriale) può nutrire l’ambizione di costruire un cantiere, contro la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini.....

lunedì 27 giugno 2011

Tanto fumo, poco arrosto!

Marco Cedolin
Il fumo è quello dei gas lacrimogeni ed asfissianti, con i quali le forze dell'ordine hanno materialmente "soffocato" gli oltre 2000 cittadini valsusini che presidiavano la Libera Repubblica della Maddalena contro l'assalto della mafia del tondino e del cemento. L'arrosto quello di un cantiere immaginifico e senza futuro, che la consorteria politica tenterà di vendere all'opinione pubblica e alla compiacente UE, come la prima pietra di quel TAV in Val di Susa, nato già morto e destinato ad essere solo una fonte di guadagni illeciti, alla quale fare abbeverare animali politici e prenditori d'accatto.
Di questa nottata di trepidante attesa, fino al mattino, vissuto con i polmoni che bruciano, gli occhi accecati, ma la testa alta, rimangono molte immagini, alcune destinate a scolorire velocemente, altre a rimanere nella memoria come segni indelebili.
L'orgoglio del popolo, che anche in questa Italia votata al malaffare e all'opportunismo, trova il coraggio di mettere a repentaglio la propria incolumità fisica, per difendere la terra in cui vive e il futuro dei propri figli, riscoprendo valori che la maggior parte degli italiani hanno dimenticato. Ed è un popolo disposto a passare le notti all'addiaccio, rubando le ore alla famiglia e al lavoro, un popolo che riscopre la bellezza dello "stare insieme" e del sentirsi parte di qualcosa che travalichi l'egoismo qualunquista, ormai diventato forma mentis imperante.....

domenica 19 giugno 2011

La "bufala" del treno solare

Marco Cedolin
Da alcuni giorni stanno circolando, in rete e sui giornali, fino a giungere perfino sulle pagine patinate dell'Espresso, notizie concernenti nuovi “treni solari” ad alta velocità, che sull’onda della Green Economy prometterebbero un futuro tanto verde quanto performante nell’ambito del trasporto su rotaia. Fino al punto da indurre molti giornalisti a sbilanciarsi nel vaticinare una vera e propria “rivoluzione” nel campo dei trasporti, indotta dai treni in questione, impropriamente definiti a zero emissioni.
Nonostante sia forte, anche in questa sede, la tentazione di unirsi al canto che racconta di vallate verdi e prati fioriti anche durante l’inverno, ci preme comunque portare qualche precisazione che giocoforza smorzerà gli entusiasmi, ma al contempo contribuirà a ricondurre il discorso nell’ambito della realtà.
Innanzitutto i treni in questione sono due. Quello Giapponese in via di sperimentazione a Shanghai consiste in un progetto per molti versi futuristico, basato su un treno ultraleggero a levitazione magnetica, alimentato tramite centrali solari e pale eoliche, naturalmente estranee alla struttura del convoglio stesso…..

lunedì 13 giugno 2011

Gli italiani hanno detto NO al nucleare e all’acqua merce

Marco Cedolin
Finalmente quella che era solo una sensazione si è tramutata in realtà. Nonostante lo spostamento a giugno dei referendum, rifiutando l’accorpamento con le elezioni amministrative di qualche settimana fa, nonostante le manovre messe in campo dal governo per dissuadere la gente dall’andare alle urne, ritirando scorrettamente una legge oggetto della contesa referendaria, nonostante alchimie ed ostruzionismi assortiti, il quorum è stato abbondantemente superato ed il numero dei votanti si è assestato intorno al 57%.
Poco importa se il valore giuridico della consultazione può ritenersi relativo, così come poco importa se fra coloro che festeggiano, dopo essere saliti sul carro del vincitore, c’è un ampio bestiario politico che da sempre offre la sponda tanto alla lobby dell’atomo quanto alla mercificazione dei beni comuni.
Quello che conta è il messaggio politico adamantino che gli italiani hanno inteso mandare recandosi in massa alle urne, in barba a tutti i tentativi di dissuaderli. No alla reintroduzione in Italia delle centrali nucleari, già bocciate nel 1987 e NO alla trasformazione dell’acqua in una merce, da vendere “a barili” come il petrolio…..

giovedì 9 giugno 2011

'Ndrangheta a Torino

Marco Cedolin

In Piemonte, mercoledì mattina, l'operazione Minotauro, condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza, ha portato all'arresto di 151 persone, mettendo a nudo un inquietante intreccio fra mafia e politica che ha coinvolto consiglieri regionali, capi clan, funzionari pubblici, tutti sodali in quella consorteria del malaffare dove magicamente elementi delle istituzioni ed appartenenti alle varie cosche si fondono senza soluzione di continuità per gestire gli interessi comuni.
Come nella migliore tradizione, la partecipazione della politica al baccanale del "guadagno facile" sembra rivelarsi rigorosamente bipartisan, coinvolgendo elementi di spicco del PD, del PDL e dell'IDV, impegnati in faccende di vario genere, che spaziano dalla gestione della cementificazione del territorio, al sostegno della candidatura di Piero Fassino alle primarie per la scelta del nuovo sindaco di Torino, all'elezione di altri sindaci nei comuni della provincia......

lunedì 6 giugno 2011

Minestrone di notizie in ordine sparso

Marco Cedolin
Fra i nuvoloni neri che solcano i cieli di questa tarda primavera un poco anomala, dando quasi l’impressione che in preda a un qualche pentimento la stagione intenda rifuggire la canicola dell’estate incipiente, per tornare alla chetichella sui propri passi, anche le notizie che si affastellano disordinatamente sull’albero marcescente dell'informazione, sembrano germogli destinati ad essiccare ben prima della fioritura.
La guerra contro la Libia continua con violenza sempre crescente, mentre la copertura mediatica risulta in progressivo declino. Ora le armate dei volenterosi , dopo avere iniziato il conflitto scientemente nascosti dietro il paravento della difesa dell’incolumità del popolo libico dalle stragi mai compiute da Gheddafi, bombardano sistematicamente Tripoli, facendo strage di civili che non verranno mai “raccontati” da giornali e TV
Il tutto mentre ieri, al confine con la Siria, l’esercito israeliano ha ritenuto giusto sparare su una folla di manifestanti siriani, ammazzando 23 persone e ferendone 200, senza che la comunità internazionale o volenterosi di sorta abbiano avuto nulla da eccepire……

martedì 31 maggio 2011

La Val di Susa e il TAV

Marco Cedolin
La Valle di Susa si trova nella parte ovest del Piemonte, in provincia di Torino e le sue ultime propaggini si fondono senza soluzione di continuità con i paesi dell’hinterland occidentale del capoluogo piemontese.
Essa rappresenta un importante sbocco verso la Francia, alla quale è collegata attraverso l’autostrada A32 e la tratta Ferroviaria Internazionale Torino – Modane che utilizzano il traforo del Frejus, nonché per mezzo della statale 25 che attraversa il valico del Monginevro e della statale 24 che sale al valico del Moncenisio.
Contrariamente a quanto espresso in questi anni dai media dell’informazione, da molti uomini politici e da alcuni rappresentanti dei grandi potentati industriali e finanziari, la Valle di Susa non annovera fra i suoi problemi quello di essere, né oggi né in proiezione futura, un territorio a rischio d’isolamento con il resto del continente europeo.....

venerdì 27 maggio 2011

Guerriglia fra "moderati"

Marco Cedolin
L'aspro confronto fra i candidati di spicco ai balottaggi di domenica prossima, Pisapia e Moratti a Milano, Lettieri e De Magistris a Napoli, sta ormai travalicando i confini dello scontro politico, per entrare in quelli della guerriglia belligerante, dove agli insulti e ai colpi bassi dei giorni passati si stanno sostituendo le aggressioni fisiche, gli incendi, i pestaggi, le minacce.
A Milano vere e proprie "squadracce di picchiatori" del PD e del PDL, impegnate nell'affissione di manifesti inneggianti ai propri beniamini , si sono scontrate fra loro con furia belluina, dando origine ad una rissa, con tanto di bastonate, intervento della polizia e feriti ricoverati al pronto soccorso.
A Napoli giovedì notte è andata a fuoco la sede del comitato elettorale del candidato del Pdl Lettieri, mentre il portiere dello stabile rimaneva intossicato dal fumo......

giovedì 26 maggio 2011

Bonanni attacca i NO TAV: "Fascisti"

Marco Cedolin

La prima volta (e credo anche l'unica) che il segretario della Cisl Raffaele Bonanni venne in Val di Susa correva l'anno 2006. Nella piccola cittadina di Bruzolo la Filca Cisl, da lui capitanata, aveva organizzato un convegno, finalizzato a spiegare quanto lavoro e ricchezza avrebbero portato in dono i treni veloci.
Nulla di troppo formale, una piccola sala convegni e accanto il praticello sul quale allignavano già belli caldi i barbecue per la braciolata, offerta agli aderenti, portati in loco con un paio di pullmann.
Alla festa gradirono partecipare, benchè non invitati, almeno un centinaio di cittadini NO TAV, con le bandiere che garrivano al vento, ma i visi sorridenti e la massima attenzione a non sporcare per terra.
Quando Bonanni si apprestò a partecipare al convivio, arrivando a bordo di una lunga auto blu di quelle acquistate con i soldi delle nostre tasse, rimase oltremodo sorpreso dell'accoglienza, ma si spaventò più di quanto fosse lecito attendersi da un omone della sua stazza. Invitato a scendere ed instaurare un dibattito civile, nela sala già pronta e allestita per l'occasione, preferì dimostrarsi un "coniglio bagnato", andò in esandescenze e senza neppure aprire il finestrino, ordinò all'autista d'invertire il senso di marcia, fuggendo con l'auto che sgommando si allontano a gran velocità.....

martedì 24 maggio 2011

Una notte surreale ma senza cantieri

Marco Cedolin
Il primo assalto all'arma bianca contro la Val di Susa, per tentare di dare il via al cantiere propedeutico alla costruzione della Torino – Lione, si è svolto ed è fallito in una tiepida notte di tarda primavera, dove fra boschi, sentieri punteggiati dalle torce elettriche e vie di accesso sbarrate da robuste barricate, si respirava un'atmosfera surreale, carica di ellettricità, ma fresca come l'aria pulita che profuma di orgoglio e libertà.
La "politica" e le forze dell'ordine alle sue dipendenze, di orgoglio ne hanno invece dimostrato molto meno, compensando comunque con la fantasia. Facendo si che l'assalto sia iniziato con una proposta di "mediazione" intrisa di bonomia che ha contribuito a rendere i toni della serata ancora più surreali.
Lasciateci installare un finto cantiere simbolico, buono solo per la stampa e per non perdere i finanziamenti europei, e non useremo la forza con nessuno, sono stati, riassumendo in breve i toni della proposta succitata, partita in via ufficiale e destinata ad interlocutori ufficiosi che l'hanno respinta al mittente con il sorriso sulle labbra.....

lunedì 23 maggio 2011

TAV in Val di Susa, l’incubo ritorna, più nero che mai

Marco Cedolin
Ci sono incubi che ti svegliano nel cuore della notte, lasciandoti con il respiro corto e madido di sudore, altri che svaniscono solo al mattino, portando con sé un ricordo evanescente, altri ancora che sono incatenati l’uno all’altro come scatole cinesi, facendo si che ogni risveglio rappresenti unicamente la riproposizione dello stesso incubo da una diversa prospettiva.
Lo scellerato progetto del TAV  in Val di Susa appartiene a quest’ultima categoria e per quanto la cosa possa sembrare paradossale, i cittadini di una valle alpina che ospita all’incirca 60mila abitanti, sono costretti da ormai 20 anni a confrontarsi con una vera e propria macchina da guerra  politica, mediatica e militare, decisa a distruggere il territorio in cui vivono, contro la loro volontà , una macchina da guerra determinata a raggiungere il proprio scopo con ogni mezzo.
Non sono bastati i giudizi di tanti economisti  che hanno ribadito come l’opera in questione rappresenti un “vuoto a perdere” totalmente privo di qualunque prospettiva di ritorno economico. 
Non sono bastate le valutazioni di tecnici ed esperti ambientali che hanno messo in evidenza come una grande opera di queste dimensioni sia assolutamente insostenibile per una valle alpina già pesantemente infrastrutturizzata attraverso un’autostrada, una linea ferroviaria internazionale a doppio binario, due statali e numerose provinciali, al punto che se la si guarda dall’alto il fondovalle già oggi somiglia ad un’unica colata di asfalto e cemento.
Così come non è bastato il crollo del traffico merci , tanto su ferro quanto su gomma che da ormai 10 anni ribadisce la sterilità commerciale di questa direttrice.
Né sono bastati i rapporti dei medici, allarmati per l’aumento di ammalati e mortalità che sarà determinato dallo scavo di gallerie all’interno di montagne ricche di amianto ed uranio......

Sacerdoti del progresso

Marco Cedolin

Anche il mito del progresso come qualunque manipolazione psicologica necessita di essere costruito con cura attraverso l’uso smodato della demagogia, il condizionamento del pensiero e la creazione di suggestioni che siano in grado di influenzare l’immaginario collettivo fino al punto di farlo collimare con il disegno di coloro che gestiscono il potere.
Gli artefici della manipolazione sono costituiti da tutti quei soggetti che a vario titolo concorrono alla formazione dell’opinione pubblica. Uomini politici, economisti, sindacalisti, giornalisti, pubblicitari, banchieri, scrittori, registi, personaggi dello spettacolo, manager di azienda, filosofi, sociologi ed opinion leader di ogni genere, si trovano nella condizione di partecipare alla costruzione di un pensiero dominante che possa essere condiviso dalla maggior parte dei cittadini. Tale pensiero è imperniato per forza di cose sugli obiettivi della crescita e dello sviluppo economico e li persegue in un’ottica di progresso basata sulla costruzione delle grandi opere, poiché solamente attraverso l’applicazione di questo modello i grandi gruppi di potere sono in grado di massimizzare i propri profitti.
La colonizzazione del linguaggio costituisce il presupposto attraverso il quale è possibile suggestionare, condizionare ed indirizzare l’immaginario collettivo nella direzione voluta.....

mercoledì 18 maggio 2011

Lemmario di guerra "F" come Fosse comuni

Marco Cedolin
La loro presenza in Libia, con tanto di foto pubblicate sulle prime pagine dei giornali, era stato uno dei principali elementi  usati per screditare Gheddafi agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, durante i primi giorni della crisi libica. Le foto ritraevano in realtà un normalissimo cimitero e la notizia si era quasi subito rivelata una bufala, ma Gheddafi  era ormai assurto  nell’immaginario collettivo al ruolo di dittatore sanguinario, così come la mistificazione mediatica mirava a fare accadere.
Un paio di giorni fa le agenzie hanno iniziato a battere la notizia, oggi ripresa anche dal Corriere della Sera  con il titolo “Orrore in Siria”, del ritrovamento di fosse comuni nei pressi  della città siriana di Deraa, correlata da un breve filmato appoggiato su sul canale Youtube  ShamsNN,  gestito da non meglio identificati attivisti anti-regime.....

martedì 17 maggio 2011

Elezioni e dintorni

Marco Cedolin
Il fatto che in Sardegna il 60% degli aventi diritto si sia recato alle urne, per ribadire in maniera plebiscitaria (97% dei voti) la propria contrarietà alla costruzione di centrali nucleari o depositi di scorie radioattive sull'isola, è sicuramente l'indicazione più interessante fra quelle emerse in questa tornata elettorale.
Ma purtroppo resterà una notizia per pochi intimi, dal momento che l'informazione mainstream ha bellamente ignorato l'accaduto, preferendo proporre titoloni ad effetto aventi per oggetto improbabili svolte epocali e "cambiamenti di vento", nel tentativo di creare interesse intorno a risultati elettorali in larga parte scontati e scarsamente indicativi.
Il PDL ha segnato il passo e rischia seriamente di non conquistare nessuna delle quattro grandi città oggetto della contesa, ma tutto sommato l'emorragia di voti è stata più contenuta di quanto fosse lecito supporre a fronte di una forza politica incappata in una lunga sequela di scelte scellerate, dal ritorno al nucleare fino alla guerra in Libia, passando attraverso il bunga bunga di un leader ormai in tutta evidenza sul viale del tramonto......

sabato 14 maggio 2011

Lemmario di guerra "F" come Fatwa contro l'Italia

Marco Cedolin
Giornali e TV hanno dato ieri scarsissimo risalto al raid della Nato sulla città di Brega, nel corso del quale le bombe” umanitarie” hanno ammazzato undici  imam, che tradotto nella nostra cultura occidentale equivarrebbe a dire 11 sacerdoti, 11 preti, 11 guide spirituali, lascio a voi la scelta, che comunque prescinde per forza di cose da 11 soldati dell’esercito di Gheddafi.
I media nostrani hanno ritenuto l’accaduto un fatto trascurabile, preferendo dedicarsi  alla farsa delle elezioni, ai litigi fra “camerieri” della politica, alle esternazioni di Berlusconi ed a quelle dei suoi detrattori, continuando a far finta che l’Italia non sia in guerra e non stia contribuendo a massacrare la popolazione civile, in Libia, a due passi da casa nostra.....

venerdì 13 maggio 2011

L’autista che guida con i gomiti e la politica che guida senza mani

Marco Cedolin
Sta tenendo banco sul sito di Repubblica il video dell’autista di autobus della Cotral che guida nel traffico di Roma aiutandosi con i gomiti, perché impegnato in un tete a tete con ben due cellulari, probabilmente aspirando al ruolo di testimonial nella prossima campagna pubblicitaria dello smart phone di turno.
Indignazione da parte di tutti per l’accaduto, compresa la presidente della regione Polverini che promette l’indagine del caso e ventila severe sanzioni nei confronti dell’autista acrobata. Indignazione, più che giustificata, per il rischio cui sono stati sottoposti i passeggeri, gli automobilisti ed i pedoni, trovatisi malauguratamente sulla strada dell’autobus guidato con tecnica circense, anche se fortunatamente non si è verificato alcun incidente.
A scanso di ogni equivoco teniamo a precisare che riteniamo giusto stigmatizzare l’episodio ed impedire almeno in futuro che il martellare della pubblicità induca a comportamenti ad alto rischio chi, nel corso del suo lavoro è responsabile della vita delle persone.
Questo convincimento però non c’impedisce di mettere in evidenza il bizzarro modo di preoccuparsi dell’incolumità dei cittadini, ostentato dalla politica e dal circo dell’informazione in questo paese…..

martedì 10 maggio 2011

Lemmario di guerra "B": Bombe sul bunker

Marco Cedolin
La missione “umanitaria” dei volenterosi, abbandonato qualsiasi  residuo pudore, sta trasformandosi ogni giorno di più in un caccia all’uomo senza quartiere, cui fanno da corollario bombardamenti  a tappeto sulla città di Tripoli, nel  tentativo  di eliminare fisicamente Gheddafi e annientare la capacità di produrre informazione, da parte del governo libico.
Non è un caso che gli ultimi bombardamenti della NATO abbiano colpito la sede della televisione di stato e dell’agenzia ufficiale di stampa Jana, oltre alla sede dell’alta commissione per l’infanzia e al fantomatico bunker del Raiss.
Il bilancio parla di quattro bambini feriti, due dei quali in modo grave, mentre i vertici militari alleati sembrano ventilare l’ipotesi che perfino Gheddafi  possa essere rimasto ucciso nel corso dei bombardamenti, affermando per bocca del brigadiere generale Claudio Gabellini che la NATO non avrebbe alcuna prova che Gheddafi sia ancora vivo.....

lunedì 9 maggio 2011

Applausi alla Thyssen

Marco Cedolin
La congrega d’industriali prenditori che fa capo ad Emma Marcegaglia ,  non perde mai occasione per dare sfoggio delle proprie “qualità”, arrivando a distinguersi anche per la grettezza d’animo, oltre che per la natura parassitaria arrogante e piagnucolosa esternata regolarmente ad ogni convegno.
Gli applausi tributati ieri dall’assemblea di Confindustria all’ad  della Thyssenkrupp, condannato ne l processo, per il rogo nello stabilimento di Torino che costò la vita  a 7 operai, arsi vivi nel tragico incendio del 6 dicembre 2007, rappresentano senza dubbio il gradino più basso finora toccato, da una confraternita autoreferenziale e dispotica, abituata a “fare impresa” fidando sugli “aiutini” statali e la compiacenza di una magistratura quasi sempre disposta a chiudere un occhio di fronte al potere economico…..

giovedì 5 maggio 2011

Lemmario di guerra "G": Gruppo di contatto

Marco Cedolin
Lo chiamano “gruppo di contatto” ed altro non è che il braccio politico dell’Alba dell’Odissea, riunitosi stamani in quel di Roma, sotto la guida di Hillary Clinton,  per fare il punto della situazione, decidere le prossime mosse e delineare i contorni della nuova Libia, così come l’occidente gradisca che siano.
A fare da portavoce e cameriere, come naturale che fosse presentandosi nella parodia come il padrone di casa, è stato il ministro Frattini che ha illustrato la situazione attuale, le decisioni prese e le prospettive future, facendo ricorso al suo ricco bagaglio di fantasia visionaria e all’innata capacità, propria dell’animale politico, di mentire spudoratamente, pur continuando ad ostentare una calma serafica, anche quando disquisisce di morti ammazzati e paesi devastati.
Frattini ha parlato di un piano Marshall che dovrebbe servire a ricostruire in Libia quello che già c’era, ma è stato distrutto, affinché diventasse  necessario ricostruirlo.....

mercoledì 4 maggio 2011

Lemmario di guerra "M" come Mozioni e tarallucci

Marco Cedolin
Il vino lo berranno tutti insieme una volta finita la tornata elettorale.
Si è finalmente conclusa, dopo circa una settimana la penosa pantomima che vedeva Unberto Bossi minacciare la caduta del governo, se gli aerei italiani non avessero smesso di bombardare la Libia e Berlusconi scusarsi, per non avere interpellato il Senatur, prima di obbedire agli ordini di Obama. Lasciando quasi intendere che il governo italiano avesse voce in capitolo in materia e potesse permettersi di mettere in discussione le decisioni prese a Washington.
Lega e PDL hanno sottoscritto ed approvato una mozione di comodo  nella quale si afferma che i bombardamenti avranno termine, quando e se la cosa risulterà di gradimento agli alleati e alla Nato. Si pontifica a vanvera sulla necessità di perseguire una qualche mediazione.....

martedì 3 maggio 2011

Lemmario di guerra "T" come T-Shirt e souvenir

Marco Cedolin
Per una volta non parliamo di Libia, Gheddafi è ancora vivo, nonostante i volenterosi stiano sterminandogli la famiglia e Barack Obama sembra avere trovato altrove i consensi necessari  per la sua rielezione.
Il morto è Osama Bin Ladin, o se preferite la sua proiezione metafisica, assassinata dai ghostbusters dei Seals con un proiettile d’argento, piazzato  con tale cura che anche lo spirito più insofferente agli inviti di Melinda Gordon si vedrebbe costretto a “passare oltre” senza emettere un solo afflato.
I souvenir non sono residui ectoplasmatici rimasti impigliati sulla “soglia”, bensì ogni genere di oggetto (proiettili, pezzi dell’elicottero abbattuto, residui di polvere magica e attrezzature assortite) presente nell’area in cui sarebbe avvenuta l’incursione degli eroici soldati americani.
Oggetti  che le cronache dei giornali ci raccontano andare a ruba, nonostante la severa sorveglianza militare cui è sottoposta l’intera area.
Le T-Shirt sono invece il terminale di un fiorente business commerciale che sta popolando in queste ore eBay....

In morte di un ologramma

Marco Cedolin
Gli “eroici” Navy Seals americani hanno ucciso Osama Bin Ladin, l’inafferrabile icona del terrorismo olografico internazionale, l’ectoplasma più ricercato del pianeta, fin dai tempi dell’autoattentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001, riguardo al quale lui stesso, quando ancora possedeva una dimensione corporea, aveva più volte ribadito la più completa estraneità.
La “sconvolgente” notizia campeggia in formato maxi lusso sulle prime pagine di tutti i media, con una tale ridda di foto, articoli, retrospettive, precognizioni, indiscrezioni e valutazioni dotte, da tenere impegnato il lettore almeno per qualche settimana, sempre che si legga di buona lena e senza troppe distrazioni.
Ci sono i racconti concernenti i risvolti dell’operazione militare di grande prestigio ed estrema difficoltà, perché ammazzare un ectoplasma non è una passeggiata che s’improvvisa così su due piedi.
C’è la narrazione della sepoltura del “corpo” in mare, secondo le modalità del rito islamico, dal momento che quando si ammazza un ologramma non occorre attendere qualche giorno prima di fargli il funerale, anzi si può procedere perfino in anticipo rispetto all’assassinio e sei poi il rito islamico prevede tutt'altra cosa in fondo poco importa.....

lunedì 2 maggio 2011

Lemmario di guerra "B" come Bambini ammazzati

Marco Cedolin
Avevano iniziato la guerra motivando le bombe, con la necessità di salvare la vita dei ribelli libici che Gheddafi stava massacrando senza pietà, pur senza avere mai fornito alcuna prova che questo stesse accadendo veramente.
La stanno portando avanti sterminando la famiglia di Gheddafi, un figlio e tre nipotine di pochi anni d'età ammazzate la scorsa notte, nel tentativo di eliminare fisicamente il Raiss e nascondere l'ormai evidente fallimento "dell'Alba dell'Odissea".
Di fronte alla notizia della strage i ribelli di Misurata (quelli che l'ONU difende) sono scesi in strada suonando i clacson e festeggiando, mentre anche a Bengasi gli amici della democrazia sparavano fuochi d'artificio....

venerdì 29 aprile 2011

Lemmario di guerra "V" come Viagra

Marco Cedolin
Qualcuno potrebbe trovare fuori luogo questa citazione farmaceutica in un contesto in cui si diquisisce intorno alla guerra e alle parole, ma anche la "pillola blu", da oggi può venire annoverata a pieno titolo fra le armi di distruzione di massa in possesso delle truppe fedeli a Gheddafi.
Gli Stati Uniti, nella persona dell'ambasciatore Usa all'Onu Susan Rice, durante una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza dedicata alla Libia, hanno infatti accusato l'esercito di Gheddafi di stupri sistematici, affermando che ad alcuni reparti sarebbero state distribuite pillole di Viagra per facilitare le violenze.....

mercoledì 27 aprile 2011

Lemmario di guerra "C" come Cazzate e cazzari

Marco Cedolin
Perché qualche volta è bello trovare il gusto di chiamare cose e persone con il proprio nome di battesimo, senza indulgere in francesismi o tarparsi le ali per eccessiva bonomia.
Il ministro degli Esteri Frattini, già noto a suo tempo per avere affrontato la guerra in Ossezia in costume da bagno alle Maldive, ha affermato, con baliosa convinzione ''Senza singole azioni aeree mirate contro i carri armati di Gheddafi, lasciamo consapevolmente uccidere civili a centinaia o forse a migliaia. Ecco perche' non possiamo tirarci indietro''.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, interpellato mentre partecipava ai festeggiamenti per il 25 aprile, in merito alla decisione del governo di bombardare la Libia con gli aerei italiani ha detto di condividerne lo spirito, dichiarando.....

martedì 26 aprile 2011

Lemmario di guerra "V" come Voltagabbana

Marco Cedolin
Quasi tre anni fa Silvio Berlusconi firmava un trattato di amicizia con la Libia, nel quale prometteva a Gheddafi che l'Italia mai avrebbe aggredito lo stato libico, nè concesso le proprie basi militari a qualcuno che avesse avuto intenzione di aggredirlo.
Un paio di mesi fa, quando spiravano i primi venti dell'insurrezione libica, interrogato in merito, il caramogio di Arcore affermava di non avere ancora telefonato a Gheddafi, perchè non intendeva disturbarlo.
Qualche giorno e un paio di telefonate con la Casa Bianca dopo, il Cavaliere dichiarava che in seguito a quanto stava accadendo in terra di Libia il trattato di pace doveva considerarsi temporaneamente sospeso.
Alla metà di marzo, il piccolo salapuzio, accondiscendeva a mettere a disposizione le basi militari italiane, nel caso l'ONU avesse deciso di bombardare la Libia e procedeva al sequestro dei beni di Gheddafi, come ordinatogli. 
Il 18 marzo iniziava di fatto la guerra contro la Libia , le basi militari nostrane diventavano uno dei maggiori trampolini di lancio ed i caccia italiani partecipavano alle scorribande, ma solamente con compiti di appoggio e non in missione di bombardamento.....

venerdì 22 aprile 2011

Lemmario di guerra “D": Droni, robot e predatori di vite

Marco Cedolin
La risposta del premio Nobel per la pace Barack Obama alla richiesta di aiuto dei ribelli libici in difficoltà, non brilla certo per originalità, pur tuttavia contiene incontrovertibili elementi di concretezza.
Per adesso niente soldati, che gli Stati Uniti centellinano con il contagocce, essendo impegnati ad occupare in armi i quattro angoli dell’impero e neppure “carne da macello” gentilmente offerta dagli alleati, anche loro piuttosto a corto di fiato e di uomini.
Ma piuttosto scintillanti robot, che ammazzano e storpiano con l’efficienza che solo le macchine possiedono e fanno anche più paura dei militari, perché se un soldato stermina una famiglia inerme o trucida donne e bambini esiste sempre la remota possibilità che venga chiamato a rispondere delle proprie azioni. Se al contrario l’autore del massacro è un robot decade ogni responsabilità. Vorremo mica smontargli la cpu o prendercela con i suoi circuiti stampati.....

Il caos organizzato che ci aiuta a non pensare

Marco Cedolin
Avete presente il trucco usato dai gestori d’inceneritori, acciaierie, cementifici ed impianti sui generis, per aggirare i limiti di legge concernenti le emissioni inquinanti? Costruiscono camini più alti e più grandi, per aumentare la quantità di aria presente nei fumi, facendo si che le sostanze nocive pur rimanendo inalterate nella quantità e pericolosità si distribuiscano su un’area più vasta e risultino percentualmente più diluite, rientrando così nei limiti come per incanto, nonostante continuino ad ammazzare la gente come e più di prima.
Qualcosa di molto simile accade anche nell'informazione generalista (che è poi l’unica ad incidere realmente sull’opinione pubblica) dove le emissioni inquinanti sono costituite dalle notizie che dovrebbero preoccuparci ed i camini più alti somigliano da vicino al marasma di spazzatura mediatica all’interno del quale esse affogano dopo una breve agonia.
Nel corso dell’ultimo mese è accaduto praticamente di tutto, dalla tragedia di Fukushima  alla guerra imperialista in terra di Libia, passando attraverso l’efferato assassinio di Vittorio Arrigoni, gli sbarchi di massa dei profughi tunisini ed il continuo acuirsi della crisi economica di cui non s’intravvede la fine, probabilmente perché connaturata nel decesso definitivo del modello di sviluppo al quale siamo aggrappati. Solo per citare gli avvenimenti più eclatanti fra quelli che meritano attenzione......

mercoledì 20 aprile 2011

Lemmario di guerra "A": Aiuti agli insorti

Marco Cedolin
Già prima che l'insurrezione infiammasse la Cirenaica, manipoli di truppe scelte occidentali, con alla testa gli inglesi dei SAS, operavano segretamente in loco, con lo scopo di addestrare ed organizzare militarmente le fila dei ribelli.
Contemporaneamente, in maniera non ufficiale, alcuni paesi occidentali, Francia e Gran Bretagna in primis, rifornivano gli insorti di armi ed automezzi che avrebbero dovuto consentire loro di marciare vittoriosamente fino a Tripoli.
Ora che la guerra civile in Libia si trascina da settimane, senza che gli insorti abbiano guadagnato metri di terreno o credibilità, nonostante la copertura aerea e la propaganda mediatica gentilmente offerte dall'occidente, s'impone un cambio di strategia.....

martedì 19 aprile 2011

Nucleare? No, grazie, avevamo scherzato

Marco Cedolin
Dopo avere passato oltre un mese ad arrampicarsi sulle superfici di specchi troppo lisci, dopo avere mandato allo sbaraglio in Tv e sui giornali improbabili rappresentanti del mondo scientifico pervasi di cocente imbarazzo, dopo avere tentato di tergiversare laddove non esistevano spazi né margini, anche il governo italiano si è visto costretto a prendere atto del fatto che la catastrofe di Fukushima ha messo una definitiva pietra tombale sulla fallimentare esperienza della produzione energetica per mezzo del nucleare.
Pietra tombale la cui posa metterà in gravissima difficoltà tutti quegli stati che avevano sposato il nucleare e nei prossimi anni si ritroveranno costretti a smantellare decine e decine di centrali, senza avere il denaro per poterlo fare, dal momento che l'energia atomica è stata per decenni venduta a "basso costo" evitando di contabilizzare l'altissimo impegno finanziario derivante dallo smantellamento degli impianti, i cui costi erano stati demandati a "babbo morto".
Ora che il "babbo" è morto, l'Italia, grazie ai tanti "sovversivi e scellerati" che andarono a votare NO nel 1987, si ritrova in una posizione di assoluto privilegio, non vedendosi costretta nell'immediato futuro ad appesantire il proprio debito pubblico con i cospicui finanziamenti bancari ai quali dovranno giocoforza ricorrere tutti coloro che possiedono centrali nucleari da smantellare, ma non dispongono del denaro per poterlo fare.
Se la pretesa che gli antinuclearisti vengano pubblicamente ringraziati dai fan dell'atomo sulla via del pentimento....

lunedì 18 aprile 2011

Lemmario di guerra “C”: Crimini di guerra e contro l’umanità

 Marco Cedolin

Sono sempre e solamente i presunti crimini commessi dagli altri: Milosevic, i talebani, Saddam Hussein, Gheddafi e chiunque non faccia parte della confraternita dei “buoni”.
I soldati americani ed i loro alleati fanno strage di donne e bambini, bombardano ospedali ed ambulanze, bruciano la popolazione con il fosforo bianco, torturano i prigionieri, usano bombe a grappolo e proiettili all’uranio impoverito e compiono ogni genere di nefandezza sia umanamente immaginabile, ma di crimini non ne compiono affatto.....

domenica 17 aprile 2011

Tremonti: quale disoccupazione?

Marco Cedolin
In tutta evidenza il ruolo di ministro delle Finanze, in Italia, è di quelli che danno alla testa, inducendo chi lo ricopre ad indulgere in esternazioni di dubbio gusto e di ancor più dubbia fondatezza. Padoa Schioppa si distinse a suo tempo per avere definito “bamboccioni” i giovani italiani, manifestando la pochezza del proprio pensiero e coniando un neologismo ancora oggi molto in voga.
Giulio Tremonti, durante il recente vertice del Fondo Monetario Internazionale tenutosi a Washington, non lo ha certo eguagliato in quanto ad originalità, ma ha in compenso dimostrato di possedere una fantasia visionaria fuori dal comune e lo stesso scarso rispetto nei confronti degli italiani manifestato dal suo predecessore, coniugato con abbondanti dosi d’insensibilità nei confronti dei moltissimi immigrati oggetto di sfruttamento nel nostro paese......

sabato 16 aprile 2011

La morte di Vittorio Arrigoni e quella dell’informazione

Marco Cedolin
A differenza di molti amici e colleghi non ho avuto la fortuna di conoscere Vittorio Arrigoni personalmente, di pranzare con lui, di raccogliere le sue testimonianze in una conversazione privata, di coltivare con lui un’amicizia, e purtroppo mai più ne avrò occasione. Spesso ho comunque preso visione del suo lavoro, ascoltato ciò che raccontava da Gaza, solidarizzato con le sue battaglie che erano le stesse di chiunque abbia a cuore le sorti del popolo palestinese.
Ragione per cui mi ritrovo a piangere, se non un amico, un uomo che stimavo profondamente e che ha pagato con la vita il suo coraggio ed il suo essere “uomo” in un contesto  dove la maggior parte di coloro che lavorano  nell'informazione sono semplicemente saltimbanchi e guitti da cortile (vero Travaglio e Saviano?) che suonano la musica del proprio padrone, in cambio di prebende e comode poltrone in TV.
Non voglio entrare nel merito delle dinamiche che ruotano intorno all’assassinio di Vittorio, né tentare di confutare le stonate e fantasiose ricostruzioni dell’accaduto dispensate dai media, né tantomeno proporre una mia verità irrefutabile, esternando granitici convincimenti. Mi limito a sottolineare come in ogni azione, soprattutto in quelle più efferate, vada ricercato il “cui prodest” che ha mosso la mano dell’assassino. E constatare come dall’uccisione di Vittorio solamente un   soggetto, Israele, tragga di fatto una lunga serie di vantaggi.....

martedì 12 aprile 2011

Il business solidale è funzionale alle "guerre umanitarie"?

Marco Cedolin
Quello della solidarietà internazionale è un universo estremamente composito che negli ultimi decenni ha conosciuto una crescita esponenziale in grado di stravolgere in profondità tanto gli obiettivi originari dei progetti quanto le dinamiche attraverso cui le varie organizzazioni interagiscono con le realtà specifiche all’interno delle quali si trovano ad operare.
Si stima che nel mondo siano attive ad oggi almeno 50.000 ONG che ricevono oltre 10 miliardi di dollari annui di finanziamenti ed occupano centinaia di migliaia di operatori distribuiti su vari livelli, più della metà dei quali provenienti dai paesi occidentali.
La sola Associazione delle ONG Italiane raggruppa 160 organizzazioni, si interessa di 3.000 progetti in 84 paesi del mondo, occupa 5.500 persone e gestisce 350 milioni di euro l’anno.
Se un tempo dedicarsi alla solidarietà internazionale rappresentava una scelta di vita “per pochi”ardimentosi idealisti che avevano deciso di mettersi al servizio del prossimo, oggi quello in mano alle ONG è un vero e proprio mercato economico gestito attraverso le regole del marketing da professionisti della “solidarietà” formati per mezzo di master universitari e corsi di specializzazione che abbracciano le tematiche più svariate spaziando dal peacekeeping al commercio equo, alla cooperazione allo sviluppo.....

Lemmario di guerra "A": Armi italiane vendute a Gheddafi

Marco Cedolin

Notoriamente l'Italia è annoverata fra i maggiori produttori mondiali di armi, avendo nel 2008 superato perfino la Russia, con un fatturato di 3,7 miliardi di dollari derivante dalla vendita di armi all'estero. L'industria legata alla produzione di armi è forse l'unica nel nostro paese a non avere accusato il colpo della crisi economica, continuando ad incrementare costantemente i propri fatturati anche negli ultimi anni.
Affrontare una discussione incentrata sulla scarsa eticità riscontrabile nella costruzione di profitto attraverso la produzione di strumenti di morte sarebbe quanto mai opportuno. Così come sarebbe opportuno caldeggiare una futura riconversione dell'intero settore, magari sostituendo agli armamenti la produzione di energia rinnovabile.
Ciò nonostante, le critiche e le proposte orientate in questo senso, nel nostro paese sono sempre state molto scarse ed in periodo di crisi lo sono diventate ancora di più. Anche perchè larga parte di coloro che (almeno a parole) manifestano sensibilità nei confronti di questo tema, sono anche legati a doppio filo alle organizzazioni sindacali, assolutamente indisponibili a qualunque operazione possa mettere a rischio dei posti di lavoro....