giovedì 3 giugno 2010

SONO GRATO AD ISRAELE


Marco Cedolin
Il governo italiano ha scritto ieri l’ultima pagina della servile condiscendenza con cui il nostro esecutivo ha supinamente accettato il fatto che 6 connazionali siano stati prima rapiti in acque internazionali dall’esercito israeliano, poi illegalmente deportati in Israele ed infine trattenuti in carcere alcuni giorni, senza nessuna ragione plausibile che ne giustificasse il sequestro.
Nonostante la gravità dell’accaduto, che ha determinato il massacro di 9 civili inermi (sempre che il numero delle vittime resti fissato in questi termini) e la deportazione di 700 persone, il governo italiano ha infatti espresso ieri il proprio voto contrario (come già accaduto in merito al Rapporto Goldstone) alla decisione dell’Onu di aprire un’inchiesta internazionale sull’accaduto.
Dichiarando che sarebbe stata sufficiente un’inchiesta portata avanti dagli israeliani in autonomia. Loro hanno fatto il massacro e loro naturalmente spiegheranno cosa li ha indotti a farlo. Come mettere in dubbio le parole di una grande democrazia che il governo italiano ha auspicato a più riprese entri a fare parte della UE?




Meglio ancora è riuscito a fare il ministro Frattini (superato in cattivo gusto solo dagli scribacchini de Il Giornale) che dopo avere mentito per giorni affermando che gli italiani incarcerati non erano in realtà prigionieri, si è dichiarato “grato a Israele per la collaborazione offerta”.


Alla luce delle dichiarazioni offerte dai primi italiani liberati, secondo cui Manolo Luppicchini si troverebbe ancora in Israele dopo essere stato picchiato reiteratamente in aeroporto ieri sera per avere difeso un ragazzo palestinese, le ragioni di tanta gratitudine sembrano invero diventare quanto mai incomprensibili.
In una prima intervista la giornalista Angela Lano ha infatti reso noti alcuni particolari relativi alla detenzione, tali da non ispirare proprio un sentimento di gratitudine nei confronti degli aguzzini israeliani. Stando alle parole di Angela gli italiani sequestrati, lei compresa, sono stati infatti ripetutamente picchiati e derubati di tutti gli oggetti personali, compresi soldi, carte di credito e telecamere.
Peggio ancora sembra essere andata (che sia questo il motivo della gratitudine di Frattini?) ai prigionieri di altre nazionalità, umiliati e sottoposti a ogni tipo di violenza sia fisica che psicologica e perfino alla tortura dell’elettroshock.


Sei cittadini italiani vengono rapiti, detenuti illegalmente, bastonati ed insultati a più riprese e derubati delle loro proprietà, senza che il Ministero degli Esteri, deputato a tutelarli, si senta in dovere di esprimere alcun tipo di rimostranza. Al contrario Frattini ringrazia calorosamente, avallando di fatto l’intero accaduto.
Se vivessimo in un paese civile in parlamento si urlerebbe per domandare le sue dimissioni, ma l’Italia purtroppo non è neppure più un paese e giova ricordare come bastonare, torturare e spesso anche ammazzare i detenuti, in Italia sia ormai divenuta prassi comune, come decine di casi sulla falsariga di quello del povero Stefano Cucchi stanno tristemente a testimoniare.

6 commenti:

Luka78 ha detto...

Hai detto bene nel parlare del numero dei deceduti.
Anch'io, in questi ultimi due giorni, mi sono domandato "ma siamo sicuri che siano "solo" nove?"

Su "La Repubblica", il regista Luppichini parla di cadaveri gettati in mare!

Sull'insanità mentale di Frattini, ho commentato ieri. L'unica cosa che gli proporrei è di farsi prenotare una visita psichiatrica.

怡君 ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Luka78 ha detto...

Ritornando sul discorso delle uccisioni che rasentano l'esecuzione, sia sul sito del Corriere della Sera che in quello della Repubblica, in fondo ai rispettivi articoli, vi è la ( quasi ) conferma sulla morte di almeno 5 attivisti per colpi alla nuca.

Il Corriere della Sera:

Israele cattura Rachel Corrie
e la porta verso il porto di Ashdod


La Repubblica:

Abbordata la Corrie: "Nessuna violenza"
Pacifisti costretti verso il porto di Ashdod


Qui sotto, invece, gli articoli de "Il Guardian":

Gaza flotilla activists were shot in head at close range

Gaza flotilla attack: Autopsies reveal intensity of Israeli military force

Ma tanto, i servitori dell'ordine costituito, e quindi i servitori di Israele, negheranno.

Luka78 ha detto...

Dimenticavo, Marco, qui sotto il link ad un articolo di Carlo Bertani in cui vi è il "famoso" video in cui degli israeliani ( chissà se saranno veramente cittadini di Israele ) prendono per i fondelli chi è morto:

PIU’ SCHIFO DI COSI’, E’ IMPOSSIBILE FARE

Come si dice, la sensibilità della gente educata, democratica, civile e rispettosa degli altri.

Simone ha detto...

L'Italia è un paese asservito al sionismo, su questo non ci sono dubbi.
Su un episodio del genere il governo può contare sulla sostanziale mancanza di critica da parte dei media che non dibattono affatto sulle diverse posizioni che si possono avere su questa vicenda.

marco cedolin ha detto...

Grazie Luca per la preziosa rassegna di link, compreso quello all'articolo dell'amico Carlo Bertani.

Credo che quello che stia sfuggendo all'opinione pubblica italiana e più in generale occidentale, sia l'assoluta enormità di quanto accaduto.
Le esecuzioni d'innocenti a sangue freddo, la deportazione, l'omertà che ancora oggi impedisce di conoscere il numero dei pacifisti assassinati e dulcis in fundo anche la derisione da parte dell'assassino che sa di godere di una totale impunità.

Il mondo mediatico, passando all'osservazione di Simone, ha ormai totalmente abdicato da quello che dovrebbe essere il suo ruolo d'informazione, per mutuarlo in sterile propaganda a comando, finalizzata all'orientamento del pensiero.