martedì 15 febbraio 2011

La giostra impazzita

Marco Cedolin
Sta diventando un'impresa sempre più improba quella di riuscire a ghermire qualche coordinata che permetta di orientarsi nel cacofonico e tarantolato mondo dell'informazione urlata, etrodiretta, spettacolarizzata, decorata di spot, dove il cortocircuito logico ed il gossip sono ormai assurti a valori assoluti, attraverso i quali inebriarsi, senza alcuna reminescenza di malcelato pudore.
Una giostra impazzita che gira e gira in maniera vorticosa, senza offrire punti di riferimento, analisi, riflessioni. Solamente brandelli di notizie e scampoli di verità annegati in un mare di fiction, aneliti di realtà che galleggiano per qualche secondo, prima di scomparire senza lasciare traccia, fagocitati dalla forza cenrifuga e sostituiti da altre notizie che troppo spesso notizie non sono.
Conosco ormai perfino i più piccoli dettagli della telenovela fra Berlusconi e Ruby rubacuori, la cronistoria dettagliata delle feste di Arcore, ogni parola pronunciata durante le poco edificanti ed assai sgrammaticate conversazioni telefoniche intercorse fra Nicole Minetti e le sue amiche del cuore. Ma fatico, come un rocciatore sorpreso dalla tormenta, nel trovare appigli che mi consentano di documentarmi in merito al processo concernente la strage di Viareggio, nel corso della quale morirono bruciate 32 persone, ormai dimenticate in qualche recondito andito della coscienza collettiva.......


Non sono mai riuscito a leggere una seria disanima avente per oggetto il fatto che l'Italia, per mezzo del nostro governo, nella persona del ministro Giulio Tremonti, abbia delegato la UE ad amministrare le nostre finanze, senza premurarsi di domandare il permesso agli italiani, ma conosco tutti i nomi delle escort che hanno frequentato le ville del premier e probabilmente anche di coloro che quelle frequentazioni le hanno solamente millantate.

Gli italiani non sono mai stati informati del fatto che la Costituzione, peraltro mai rispettata nei 60 anni in cui è rimasta in vita, è stata definitivamente pensionata e sostituita con il Trattato di Lisbona, ma continuo ad ammirare "animali" politici che proprio sul valore della Costituzione e sul suo rispetto imbastiscono lunghi discorsi di alto tenore e manifestanti che protestano, perchè questo o quel provvedimento sarebbe lesivo dei diritti costituzionali. Possibile che nessuno, compiendo un atto misericordioso si sia sentito in dovere di spiegare a costoro che la costituzione non esiste più, per decisione unanime di tutti gli "animali" politici e li renda edotti del fatto che se desideravano che non fosse calpestata avrebbero dovuto protestare quando il voto del Parlamento l'ha destituita, riducendola allo stato di reliquia museale?

Non sentivo parlare di Mubarak da qualche decennio, se si escludono le intercettazioni del Premier che con grande senso dell'humour apostrofava Ruby come la di lui nipotina. Ricordavo però come Mubarak ed il suo governo fossero sempre stati presentati all'opinione pubblica in qualità di amici dell'Occidente e importante baluardo contro il fondamentalismo islamico.
Forse per questo durante le scorse settimane di scontri e proteste in Egitto, sono rimasto un poco sorpreso nell'osservare quello stesso Occidente additarlo come dittatore alla guida di un regime sanguinario e invocarne la dipartita. Ma si sa, le giostre girano veloci e fanno girare la testa, al punto che le sorprese sembrano non essere ancora finite. Mubarak se ne è andato o giace in coma, oppure è vittima di una stato avanzato di catatonia e il popolo ha festeggiato nelle piazze l'arrivo della democrazia, della libertà e del pane, veicolate da una giunta militare, dal momento che notoriamente i militari sono le persone più avvezze a veicolare democrazia e libertà, come in Iraq e in Afghanistan ogni cittadino può ben testimoniare. Per il pane poi si vedrà, non si può avere tutto e subito, oltretutto anche qui in Occidente si sta provvedendo ad educare i cittadini affinchè si abituino a mangiare ad interim.
L'importante è che un vento di rivoluzione, sembra con il gradimento dell'imperialismo americano ed occidentale, stia soffiando in tutta la regione e non solo. In Tunisia già da alcune settimane i cittadini in rivolta si sono liberati di Ben Alì, altro despota sanguinario in amicizia con l'Occidente, fino al momento di venire ripudiato come una moglie vecchia ed avvizzita, ma terminati i festeggiamenti sembrano avere già esaurito ogni entusiasmo, dal momento che si stanno riversando in massa sulle coste italiane. Un cortocircuito logico difficile da comprendere. Prima la lotta, per ottenere nel paese democrazia, libertà e pane, poi l'abbandono dello stesso paese alla volta dell'Europa, dove quei valori allignano solamente nell'immaginario collettivo ed il pane sta iniziando a scarseggiare sempre più drammaticamente.

"Se non ora quando" è stato lo slogan con cui centinaia di migliaia di donne sono scese in piazza in 200 città italiane (ed anche alcune estere) per manifestare la propria indignazione nei confronti del ruolo che Berlusconi alla donna riserva e per domandarne le dimissioni, unendosi al coro che accomuna larghe parti del paese, dal centrosinistra a Fini, passando attraverso il potentato mediatico del gruppo Repubblica che ha curato in maniera certosina la diretta delle manifestazioni.
Nulla di male, dal momento che la cacciata di Berlusconi rientra nel novero dei sogni di tanta parte degli italiani, donne o uomini che siano e l'unico motivo per cui il salapuzio continua a resistere sul proprio scranno è costituito dall'assoluta mancanza di un'alternativa, che almeno in nuce possa avere la presunzione di presentarsi come una scelta migliorativa rispetto al cavaliere.
Ma perchè insistere nella sottile arte del dividi et impera, separando i cittadini in categorie, in etnie, in gruppi sociali? Perchè le donne, gli operai, i disoccupati, i precari, gli studenti, il mondo della cultura e quello del lavoro? Perchè la fiera del distinguo, laddove ai problemi comuni occorrerebbero risposte comuni?
Problemi comuni che, non me ne vogliano le donne di "se non ora quando", non sono costituiti da Ruby rubacuori e dalle feste di Arcore, dalle telefonate della Minetti o dalle escort, peraltro consenzienti e ben felici di suggere denaro facile, in una società morta dentro che sopravvive attraverso il proprio guscio di esteriorità monetizzabile.
Problemi comuni e seri che parlano il linguaggio della disoccupazione, della mancanza di prospettive per noi e per i nostri figli, destinati a vivere in un ambiente devastato, senza aria da respirare e con le corsie dei reparti oncologici infantili sempre più piene. Il linguaggio di una società in via di decomposizione, che non è esclusivo appannaggio dell'Italia ma al contrario di tutto l'Occidente, nè unica responsabilità di Berlusconi, bensì della politica tutta.

Per scendere dalla giostra, trasformandosi in persone che nutrono sinceramente la velleità di cambiare qualcosa, non donne, uomini, operai, impiegati, di sinistra di destra, di centro, laici e cattolici, biondi e bruni, non sarà mai troppo presto, sempre che la degenerazione appiccicata alle nostre vite ce ne lasci ancora il tempo.

7 commenti:

Luka78 ha detto...

Che piacere rivederti, Marco. Tutto bene?

Come al tuo solito, in questi articoli in cui fotografi la situazione in Italia, scrivi cose sensate e molto intelligenti.
A volte penso che questo aumento del gossip, mischiato alla politica, è sì il risultato dell'operato ( senza freni ) del Cavaliere, ma anche un'ottima occasione di distrazione della popolazione.
L'Italia si accinge ad essere catapultata in un baratro economico, il deficit aumenta in modo vertiginoso, le industrie ( anche se ci sono degli approfittatori tipo Marchionne ) non investono, i diritti dei lavoratori vengono legalmente soppressi, le idee alla "Chicago Boys fanno sempre più vedere cosa significa globalizzazione e liberismo.
Insomma, c'è da narcotizzare la gente, perchè il peggio dovrà arrivare.

E' ovvio che il gruppo di potere, anche se favorito da un Presidente del Consiglio megalomane, si starà sfregando le mani. E tutto il suo armamentario di presentatori, conduttori, giornalisti, cantanti, attori, scrittori, ecc... servono per l'operato.
E il loro scopo è pure - sempre in ambito della distrazione - quello di far piovere un diluvio di informazioni che permetteranno anche le dimenticanze che tu hai sottolineato ( Trattato di Lisboni, ecc... ).

L'alternativa, qui in Italia, c'è? Io non lo so, perchè, purtroppo, la gente è stata ben manovrata mentalmente a pensare che il dopo Berlusconi siano sempre i soliti politici. E questo è grave.
Poveri noi, Marco! A maggior ragione che il lavaggio del cervello ha portato anche a diffidare tra noi cittadini. Facci caso.

A presto, Marco.

Luca

Brumik ha detto...

Ciao, Marco.

Io metterei questo articolo tra i migliori della tua produzione. Devo dire che tra quelli che leggo nei vari siti da me frequentati, i tuoi interventi hanno un qualche cosa di diverso che li rende unici.

Inutile aggiungere che sono pienamente d'accordo con te, sia per le argomentazioni addotte nello specifico, sia per l'approccio lungimirante e coerente che rispecchia la tua visione del mondo.

Già da tempo mi sono reso conto che l'Occidente è ormai decotto e che l'attuale demenza diffusa nel Belpaese anticipa solo di poco l'implosione dell'intero sistema. A volte, scherzosamente, mi chiedo se questa paranoia diffusa a tutti i livelli non abbia le sue origini nella contaminazione dell'acqua che si beve o nell'inquinamento dell'aria che si respira.
Fatto sta che il trovare una persona obiettiva e coerente che pensa e che parla senza condizionamenti politici e senza sotterranei interessi personali è diventata un'impresa talmente ardua che a volte mi faccio prendere dallo scoramento. I tradizionali mezzi d'informazione saranno sì condizionati dai veri padroni del vapore, cosa ormai conclamata, ma io penso che anche la qualità dei giornalisti stessi si sia abbassata di molto. L'assenza di grosse preoccupazioni di sopravvivenza e l'abbondanza dei beni disponibili ha "consumato" anche le capacità logiche e la profondità di pensiero della gente. L'incoerenza regna sovrana e la futilità delle attrattive le fa da corteggio.

Tempo addietro, nelle civiltà che ora definiamo "incivili", i traditori venivano passati per le armi. Anche i beneficiati dal loro tradimento li trattavano con sospetto perché sapevano per esperienza che chi tradisce una volta tende a tradire di nuovo. In questa nostra società in declino invece i traditori godono della simpatia non solo dei mass media che ne esaltano le gesta, ma anche da quegli schieramenti politici che, pur avendoli odiati da sempre, ora li considerano dei ravveduti.

Non parlo solo di ciò che è avvenuto recentemente da noi dove chi è stato eletto dai cittadini sotto l'insegna di una coalizione, una volta raggiunto il cadreghino, ha rinnegato il mandato e si è dedicata alla più accanita opposizione, ma anche dei capi di stato dell'Occidente anch'essi abili nell'imbroglio dei popoli. Quelli che ci vengono a raccontare la bontà delle "guerre esportatrici di democrazia" e a parlare della delegittimazione dei governi fino a ieri incensati come nostri amici.

Ma la vera miopia dei nostri governanti sta nel non capire i danni irreparabili delle crescite esponenziali quali il Pil e l'esplosione demografica. Qualche settimana fa ho letto che dagli anni '70 ad oggi le diverse offerte dei prodotti di largo consumo si sono quintuplicate. Basta fare un giro al supermercato per constatare che è proprio così. Il che vuol dire che se allora potevamo scegliere fra tre prodotti, per esempio tre differenti marche di spaghetti, ora sugli scaffali ce ne sono quindici che si contendono la nostra preferenza. La famosa "emicrania da supermercato" è dovuta proprio a questa eccessiva varietà di scelta che, con l'aggressivo bombardamento visivo e sonoro, ci offusca la capacità di giudizio e ci mette l'angoscia nel dover dedicare molto più tempo del necessario per prendere una decisione priva di ripensamenti. Tornati a casa ed accesa la Tv, vediamo i nostri blasonati economisti piangere al pensiero che i consumi non crescono abbastanza.

(continua)

Brumik ha detto...

Ci dicono che c'è stata recessione se il Pil non è aumentato o, peggio ancora, se ha perso mezzo punto percentuale. La gente crede ciecamente nelle loro panzane senza rendersi conto che ciò vuol dire che nell'anno di riferimento si è prodotto e comprato il 99,5% dei beni prodotti e comprati l'anno prima. Questa è pazzia allo stato puro! Quel che più meraviglia è la comunanza di intenti che unisce i sindacati agli imprenditori, o se vogliamo vederla più in grande, il marxismo al capitalismo. Entrambi parlano della necessità di produrre e di consumare. Ci lamentiamo quando non troviamo il posto dove parcheggiare l'automobile e poi, secondo loro, dovremmo strapparci le vesti se il mercato dell'auto è in flessione...!

La questione dell'esplosione demografica è la madre di tutte le catastrofi che stanno per annientarci, e nel contempo è anche l'argomento più trascurato di tutti. La chiusura mentale dei governanti di tutto il mondo, ed in particolare dell'Occidente, è la peggiore delle nostre disgrazie. Però bisogna dire che anche i popoli, specialmente nei regimi democratici, hanno le loro gravissime colpe nello scegliere dei governanti di tale bassezza. Il conto è presto fatto. L'Africa è popolata da circa un miliardo di individui. Una donna africana, nella sua vita fertile partorisce in media 5 figli. La crescita netta di tutto continente si aggira sul tasso del 2,5% l'anno. Se i governanti avessero almeno le conoscenze matematiche delle medie inferiori potrebbero calcolare che fra meno di 20 anni ci saranno 500 milioni di africani in più! Un'alta percentuale di questi premerà sul Magreb fino a farlo scoppiare. Le attuali richieste d'aiuto da parte del nostro ministro degli interni nei confronti della sorda Europa per il contenimento degli sbarchi ci appariranno come ridicole istanze. Di fronte allo tsunami antropico prossimo venturo non ci sarà Fortex che possa tenere. Civiltà ben più nobili e forti della nostra sono cadute miseramente di fronte alla pressione dei popoli affamati. La differenza sta nel fatto che allora c'era spazio e "ambiente" per tutti, mentre ora non ce n'é più.

Le attuali ondate di profughi non sono altro che delle "prove tecniche di immigrazione", delle timidi avvisaglie di ciò che ci travolgerà fra non molto. Purtroppo questa invasione di massa non potrà più essere arrestata perché ormai è troppo tardi. Mica si può andare laggiù adesso per dire loro che devono applicare la contraccezione!
Se non fosse per le nefaste conseguenze dirette sulla vita di tutti noi, oltre che sulla loro, potremmo consolarci pensando che i nuovi arrivati ci costringeranno a fare i conti con la realtà "vera" e non con gli intrighi politici di basso rango e con la crescita infinita.

Quanto sopra sta a dimostrare il rimarchevole livello di balordaggine raggiunto dai nostri politici quando ci vengono a dire che laggiù nel Magreb la gente si sta ribellando perché vuole più "democrazia". Questo è il chiodo fisso degli occidentali: tirano fuori la retorica della democrazia quando hanno qualcosa da nascondere o non sanno più che pesci pigliare. Il che capita più spesso di quanto si possa immaginare.

A presto!

-- Michele

marco cedolin ha detto...

Ciao Luca, il piacere è reicproco :-)
Tutto bene, avevo letto la tua mail ma poi me l'ero persa, adesso l'ho ritrovata e ti rispondo.

Grazie Michele e Luca per i vostri commenti e per avere splendidamente interpretato il senso dell'articolo, cosa che molti lettori in altre sedi non sono purtroppo riusciti a fare, come noterete dal nuovo articolo in home.
L'articolato commento di Michele, in particolare, meriterebbe di venire pubblicato in home sotto forma di articolo, cosa ne dici Michele?

Luka78 ha detto...

Ciao Marco. Ho appena letto il tuo nuovo articolo, posterò i commenti lì.

Per quanto riguarda il commento di Michele, anche io l'ho trovato molto bello e interessante. Sì, sarebbe bello che lo pubblicassi. Le idee di un semplice cittadino, potrebbero avere molta più eco se fossero pubbicate a mò di articolo.
Certo, il tuo blog non è come il sito della Repubblica o del Corriere della Sera :-), ma in tanto...

A vederci nel tuo novo post per i mie commenti.

Luca

Brumik ha detto...

Ringrazio Marco e Luca per aver letto e condiviso quanto scritto nel mio intervento.

Do l'imprimatur per la pubblicazine in home.

Ciao.

-- Michele

marco cedolin ha detto...

Ottimo, grazie Michele.
Lo trovi pubblicato anche sul corrosivo
http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/02/piu-democrazia.html