martedì 10 giugno 2014

Ballottaggi e bastonate

Marco Cedolin
Tutto il circo mediatico italiano ed internazionale era ancora impegnato nel tessere le lodi del grande rottamatore Matteo Renzi, capace come mai nessuno prima di lui, di portare le contraddizioni del PD lassù dove osano le aquile, dopo avere trasformato, con il cipiglio del consumato alchimista, poche decine di euro in svariati milioni di voti, che già il destino beffardo sembra prendersi gioco delle folle prostrate ad adorare l'ebetino, proponendo scenari assai improbabili alla luce dei risultati elettorali di un paio di settimane fa. Se infatti è vero che il PD di Renzi ( o molti dicono Renzi nonostante il PD) aveva stravinto le elezioni europee e gli scampoli di amministrative che facevano ad esse da corollario, è altrettanto vero che durante i ballottaggi di domenica scorsa Renzi ed il PD hanno preso almeno tre sonore bastonate, di quelle che davvero per molto tempo faticheranno a dimenticare.....


La prima in quel di Livorno, città devota alla sinistra per antonomasia, che ha abbandonato il PD al proprio destino, per eleggere un sindaco del Movimento 5 stelle, nella persona di Filippo Nogarin. Una svolta senza dubbio epocale, in un territorio dove da tempo immemorabile le cooperative, i circoletti e tutto il sistema ereditato dal vecchio PCI, indirizzavano il consenso nella direzione voluta.

La seconda in quel di Perugia, in quell'Umbria tradizionalmen rossa come la Toscana, dove il centrodestra, nella persona di Andrea Romizi, scalza il PD dall'amministrazione della città, dando forma ad un malcontento in tutta evidenza molto diffuso fra i cittadini.

La terza in quel di Padova, dove il candidato leghista Massimo Bitonci sostituisce il sindaco uscente Ivo Rossi del PD, in una città che non sarà di tradizione rossa come Livorno e Perugia, ma è stata guidata per 15 degli ultimi 20 anni da uomini politici del centrosinistra.

Per correttezza d'informazione occorre anche sottolineare come il Pd in questa tornata di elezioni amministrative abbia comunque nel complesso migliorato le proprie posizioni, ottenendo soprattutto nel Nord Italia degli ottimi risultati, aggiudicandosi città come Bergamo che erano amministrate dal centrodestra.

Ciò non toglie che il risultato dei ballottaggi di domenica, ridimensioni in qualche misura il successo del PD di due settimane fa, non tanto nelle proporzioni, quanto piuttosto nella sensazione che lo scandalo Mose sopravvenuto negli ultimi giorni e la conclusione dell'efetto taumaturgico dovuto alla cura degli 80 euro, abbiano di fatto scavato un solco fra le facili promesse e la realtà dei fatti, solco quasi sicuramente destinato ad approfondirsi notevolmente nel corso dei prossimi mesi.