Tanto
tuonò che piovve. Se vogliamo usare un eufemismo a tuonare è stato
proprio Bersani, triste mentore di un partito che ha fatto della
corruzione e del malaffare la propria bandiera, con quel "Fassisti"
indirizzato ai seguaci di Grillo e più in generale al popolo del
web, entrambi rei d'indirizzare epiteti poco eleganti nei confronti
della sua persona e della congrega di cialtroni da lui capitanata.
Se il
termine "Fassisti", fin troppo abusato in un paese
perennemente con gli occhi rivolti all'indietro, può aver fatto
sorridere, in qualità di stucchevole esternazione di un politico
imbolsito ormai senza argomenti, la dura presa di posizione sottesa
nell'urlo di Bersani sembra avere suonato la carica nel PD, per una
battaglia all'ultimo sangue contro colui che essi considerano come il
proprio principale concorrente.....
Proprio
negli ultimi giorni infatti, sui giornali diretta emanazione del PD,
con in testa la Repubblica, si sono accavallati articoli e reportage
di ogni genere che miravano a screditare Beppe Grillo, spulciando giù
nel suo passato quasi fino alla tenera età.
A
mettere la ciliegina sulla torta ci ha pensato ieri sera la
trasmissione "Piazza Pulita", andata in onda su LA7,
durante la quale Grillo ed i grillini sono stati vivisezionati peggio
di quanto potesse accadere sul tavolo di un coroner, in attesa del
gran finale, consistente in un'intervista fuori onda (che vuol dire
fuori onda, un'intervista o tu l'autorizzi o in onda non ci va)
risalente a maggio, ma resa pubblica solo ieri sera, nel corso della
quale il consigliere regionale emiliano del movimento 5 stelle
Giovanni Favia si produce in giudizi non proprio lusingieri riguardo
al movimento al quale appartiene, mettendo in evidenza la gestione
verticistica dello stesso da parte di Gianroberto Casaleggio e
stigmatizzando la mancanza di quella democrazia da sempre
propagandata da Grillo e dai 5 stelle.
A
stupire non è certo il contenuto delle parole di Favia, dal momento
che chiunque bazzichi l'informazione sul web era da tempo
immemorabile al corrente di come il successo del movimento 5 stelle
fosse stato costruito fino ad oggi attraverso la sinergia di tre
elementi. Un grande comunicatore come Beppe Grillo, un grande
stratega con gli agganci giusti come Casaleggio e una moltitudine di
cittadini volenterosi (la maggior parte dei quali in totale buona
fede) che a titolo gratuito si sono prestati a fare politica per
tentare di cambiare qualcosa. Unitamente alla compiacenza della buona
stampa e dei poteri finanziari.
E sono
proprio la buona stampa ed i grandi poteri finanziari ad avere
sentenziato la fine del "fidanzamento" con i 5 stelle. Se
negli anni passati Beppe Grillo, unitamente a marchettari come Rizzo
e Stella, è stato utile per demonizzare la "casta"
politica attraverso argomentazioni marginali che riguardavano i
privilegi della stessa, al fine di lastricare la strada per il
governo tecnico dei banchieri, oggi la troppa popolarità raggiunta
dal movimento in tutta evidenza inizia a preoccupare, soprattutto se
declinata in chiave elettorale.
Casaleggio,
da sempre ignorato da stampa e TV, balza agli onori della cronaca, le
beghe interne al movimento diventano di pubblico dominio e la
"democrazia" si trasforma in una buccia di banana sulla
quale far scivolare Grillo con il "vaffanculo" strozzato in
gola.
Possiamo
star certi che se avvicinandoci alla farsa elettorale prossima
ventura, il movimento 5 stelle godrà ancora di sondaggi a due cifre
ne vedremo sicuramente delle belle.
4 commenti:
Che casaleggio sia grande in qualcosa...non si nota....Lattacco alla casta...mi pare funzioni altrettanto bene conto i banchieri...che erano parte del mix anche prima...Parlare di Democrazia ..quando si cerca di fare qualcosa di buono in Italia....non ha senso . Gli Italiani non sanno ancora nulla della DEmocrazia , e quindi non ci si puo- aspettare che ne facciano uso .Il vero problema non e- che M5S sia pilotato....ma capire verso cosa . Rimane il fatto che se i fans avessero avuto un centesimo della forza intellettuale di Grillo...il M5S sarebbe DEmocratico e avrebbe una direzione discernibile .
Solo tre cose: 1) per "buona stampa" ti riferisci solo a e Stella, con l'aggiunta eventuale di Travaglio? No, perchè per il resto la stampa o ha ignriato Grillo, o ci si è accanita contro
2) poteri finanziari? Quali poteri finanziari avrebbero appoggiato Gillo/Casaleggio?
3) la tv e la stampa non hanno ignorato Casaleggio: è Casaleggio che ha ignorato la tv e la stampa.
Gentile Byoblu,
riguardo alla "buona stampa" non solo Stella e Travaglio, ma un po' tutto il mainstream nella sua interezza, credo sia evidente il cambio di marcia. Qualsiasi accanimento precedente non è paragonabile a quello che s'intravvede oggi.
Riguardo ai poteri finanziari credo che il senso delle mie parole sia stato equivocato. Non ho scritto che i grandi poteri finanziari avrebbero appoggiato Grillo/ Casaleggio, il "fidanzamento" che sta fra le virgolette stigmatizza il fatto che lo hanno sopportato, non certo appoggiato o sostenuto.
Soprattutto i primi VDay e le prime prestazioni di Grillo, in linea generale sono state guardate con benevolenza, perché focalizzavano l'attenzione sulla pagliuzza e non sulla trave, risultando funzionale alla sostituzione della classe politica (che ben pochi rimpianti ha lasciato e lascerà) con quella dei banchieri.
Casaleggio ha ignorato tv e stampa e senza dubbio si è trattato di una saggia decisione. Ma negli anni passati non mi è mai accaduto di vedere in tv o leggere sui giornali grandi servizi concernenti la regia di Casaleggio nel movimento 5 stelle, con tutto il corollario d'informazioni sul personaggio che nel web sono presenti da tempo immemorabile.
a proposti di Grillo e del V-Day, ecco un articolo interessante! http://sociallmediapolitic.blogspot.it/2012/09/il-v-day-fu-davvero-organizzato-dal.html
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