Marco Cedolin
Esplode
una bomba (costituita da tre bombole del gas collegate fra loro)
davanti ad una scuola di Brindisi, facendo scempio di studenti e
lasciando sul selciato il corpo inanimato di una ragazza di 16 anni e
altri ragazzi feriti gravemente. Una tragedia che strazia il cuore e
s'insinua nelle coscienze, lasciando in bocca un gusto amaro e tanto
dolore.
Quale
significato potrebbe mai avere un attentato di questa crudeltà,
apparentemente privo di senso?
E quali
attori perversi si celano dietro ad un'azione così aberrante? La
mafia?
Il terrorismo eversivo? I servizi segreti?
Gli
inquirenti naturalmente stanno vagliando l'accaduto e forse fra
qualche giorno saranno in grado di presentare una qualche verità
ufficiale, oppure le indagini proseguiranno, come è accaduto spesso
in passato, senza risultati per decenni, fino a perdersi nei meandri
del tempo e dell'imponderabile.
Senza
alcuna presunzione di voler dare delle risposte, riteniamo comunque
giusto portare qualche riflessione, basata unicamente sull'uso della
logica.
Come
molti hanno già avuto modo di scrivere è assai improbabile che ci
sia la mafia dietro alla bomba di Brindisi. La mafia, nelle sue varie
declinazioni, fino ad oggi non ha mai colpito nel mucchio attentando
alla vita di comuni cittadini, ma quando è accaduto ha sempre
diretto le proprie azioni contro obiettivi ben precisi che avevano un
senso all'interno del contesto. Inoltre la mafia rifugge la
pubblicità e da un attentato come quello di Brindisi avrebbe solo da
perdere: gli occhi degli inquirenti e dei media focalizzati sul
territorio, nuove leggi più repressive, maggiori attenzioni ai suoi
movimenti. Una iattura insomma.....